Una folla di fedeli ha accolto questa mattina Papa Francesco alla Chiesa del Gesù. Per la terza volta Bergoglio è andato nella chiesa che si trova nel cuore del centro storico di Roma e lì ha celebrato messa. Una celebrazione avvenuta in occasione della canonizzazione di Pietro Favre, uno dei primi compagni di Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù. Di fronte a circa 300 fratelli gesuiti, Papa Francesco ha parlato nel tempio in cui si trova anche la tomba del fondatore dell’ordine a cui lui stesso appartiene: “Il Vangelo non si annuncia con le bastonate, ma con la dolcezza e l'amore”, così il Papa che ha parlato anche di “desideri che allargano il cuore” e “inquietudine della ricerca di Dio”. La celebrazione odierna ha un carattere di ringraziamento per l'iscrizione al catalogo dei Santi, il 17 dicembre scorso, di Pietro Favre, primo sacerdote gesuita.

Vivere la stessa inquietudine di san Pietro Favre – Papa Francesco ha voluto ricordarlo rilevandone lo straordinario zelo apostolico: “Si diceva che non fosse mai fermo in nessun posto”, ha spiegato. Bergoglio ha chiesto dunque ai fratelli gesuiti di “essere sempre in ricerca”, di vivere la stessa inquietudine di san Pietro Favre perché “solo l’inquietudine dà pace al cuore del Gesuita”. Di non perdere il desiderio di cambiare il mondo. Per Papa Francesco è necessario “cercare Dio per trovarlo e trovarlo per cercare ancora”. Senza inquietudine, secondo il Papa, si è sterili. Papa Francesco ha detto ancora che ogni gesuita dovrebbe essere disposto ad abbassare se stesso. “Pietro – ha detto Bergoglio – aveva il vero e profondo desiderio di essere dilatato in Dio: era completamente centrato in Dio”.