Nuova versione dei fatti sull’omicidio di Macerata da parte di Innocent Oseghale, il primo nigeriano finito in carcere dopo il delitto di Pamela Mastropietro. "Sono uscito per vendere marijuana a una persona che mi aveva chiamato. La ragazza l'ho lasciata viva a casa, con Desmond [Lucky]; quando circa 3-4 ore dopo sono tornato a casa sono tornato e l'ho trovata già dentro le valigie". Il 29enne, accusato di concorso in omicidio, vilipendio, soppressione e occultamento di cadavere, ha quindi di nuovo ribadito di non aver ucciso la giovane ragazza romana e nemmeno di aver partecipato alle operazioni di sezionamento del cadavere. Il nigeriano ne ha parlato con uno dei suoi legali, avvocato Umberto Gramenzi, che ha avuto con lui un colloquio in carcere ad Ascoli Piceno con l'ausilio di un interprete di lingua inglese. "Mi ha detto che la ragazza era stesa sul letto, dopo aver assunto eroina, e che, sebbene non stesse bene, si stava comunque riprendendo – racconta Gramenzi -. L'altro, Desmond Lucky (anche lui in carcere, ndr) era invece steso sul divano. Non c'era nessun altro”. Il pusher sarebbe uscito per andare a spacciare marijuana. "Dice che quando è tornato nell'abitazione diverse ore dopo, la ragazza era già stata chiusa nelle valigie".

Il caso dell'omicidio di Pamela Mastropietro

Nei giorni scorsi era trapelata la notizia secondo la quale Oseghale avrebbe confessato il delitto. L’intercettazione sarebbe stata raccolta all’interno del carcere di Marino del Tronto dove il 29enne è rinchiuso e durante un colloquio con la compagna italiana. Lo stesso Gramenzi ha poi ammesso di aver suggerito al suo clientie di rivelare tutto quello che sa sui fatti di Macerata.  “L’unica cosa che può fare è questa – aveva detto – se vuole sperare di avere un qualche minimo, minimissimo beneficio”. Il cadavere di Pamela, chiuso in due trolley, è stato trovato il 31 gennaio a Pollenza, vicino a Macerata. Oltre a Oseghale sono accusati Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni, arrestati e detenuti nel carcere di Montacuto ad Ancona, che devono rispondere anche di omicidio. Stesse imputazioni per un quarto nigeriano ancora a piede libero.