E' la storia di Daniela e Gino, due genitori di una giovane adolescente di Palermo. La loro figlia, da tre mesi e mezzo, vive in ospedale in attesa di un cuore nuovo perché il suo da qualche anno ha smesso di funzionare correttamente. La ragazza, attualmente vive in ospedale perché è arrivata ad occupare l’ultimo gradino, prima di quello che la vedrà attaccata ad una macchina per permettere al suo cuore di battere ancora, in un periodo della vita in cui aspettare significa “un minuto”, dove il tempo corre velocissimo e non c’è spazio e tempo migliore di quello trascorso con gli amici, magari all'aria aperta. La giovane non aspetta un cuore qualsiasi, è necessario che sia del suo gruppo sanguigno, delle sue dimensioni e, insieme ai genitori, aspettano che una legge (l. 91 del 1999, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 15 aprile dello stesso anno) attualmente in vigore dal 1999, sia effettivamente applicata.
Eppure alcuni comuni in Italia si sono organizzati, in quanto le amministrazioni possono stabilire che il proprio ufficio anagrafe diventi un punto di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà al momento del rilascio o del rinnovo della carta di identità. Tuttavia i numeri dei comuni coinvolti sono ancora troppo bassi per dare una risposta positiva a chi è in lista d’attesa, ovvero per garantire un loro diritto, di fatto già stabilito per legge.

Daniela, la madre della ragazza malata – dichiara ai microfoni di fanpage.it – "Mia figlia aspetta che il paradosso del “silenzio assenso” in Italia, in materia di donazione, come prevede la legge 91 dell 1999, siamo tutti donatori, a meno che non esprimiamo un diniego nel corso della nostra vita, e che ha da poco compiuto vent'anni, venga sciolto dalla costituzione di un decreto che organizzi il sistema di notifica ai cittadini dei contenuti della legge stessa". Conclude la madre – "Mia figlia, di fatto, attende che la burocrazia renda disponibile il suo nuovo cuore".