Il premier Giuseppe Conte “non dà ordini” ma coordina l’attività dei ministri, “nessuno escluso”. Fonti di Palazzo Chigi hanno voluto chiarire la posizione del Presidente del Consiglio sulle ultime polemiche politiche. “Conte non partecipa alla competizione elettorale e non si lascia certo coinvolgere nella dialettica che la sta caratterizzando. Piuttosto invita tutti i ministri a mantenere toni adatti a chi rappresenta le istituzioni” viene precisato. “Il presidente del Consiglio – si legge ancora – non dà e non ha mai dato ordini. Come previsto dall’articolo 95 della Costituzione dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. E coordina l’attività dei ministri. Di tutti i ministri, nessuno escluso”.

Che il governo guidato da Conte stia vivendo un momento di tensione è indubbio. E nel frattempo il MoVimento 5 Stelle sostiene che il futuro dell’esecutivo dipenda dal decreto legge sulla famiglia. "Posso passare sopra a tutto. Davvero sopra a tutto. Ci si può piccare per qualcosa e si può discutere. Possiamo essere in disaccordo su alcuni punti e si trova un punto di equilibrio. Funziona così quando si governa in due. Questo vale per l'Autonomia. Ci sediamo e ragioniamo. Vale per il salario minimo, che noi vogliamo fissare ad almeno 9 euro lordi l'ora. Ci sediamo e ragioniamo. C'è una cosa però su cui non transigo. Una su cui non voglio discutere. Sono gli aiuti alle famiglie!". Lo scrive su facebook il vicepremier Luigi Di Maio. "Io lo dico forte e chiaro: sulle famiglie si regge il futuro di questo governo. Mi prendo anche gli attacchi e gli insulti senza piagnucolare come fa qualcun altro, ma se qualcuno blocca un provvedimento che punta a stanziare un primo miliardo per le famiglie solo per il gusto di aggredire il MoVimento 5 Stelle no, non ci sto!. L'importante è fare le cose, non sabotarle!", attacca.

Ma Se Di Maio mette sul piatto i provvedimenti per la famiglia, la Lega pone l'accento su un altro tema, che dovrà essere affrontato molto presto: quello del decreto sicurezza bis. "Il decreto sicurezza dovrà essere all'ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri" ribadiscono fonti del Viminale sottolineando che il provvedimento è pronto: "i tecnici hanno limato gli ultimi aspetti, il testo è solido, ragionevole e necessario".