Questa mattina è scattata una maxi retata del comando provinciale dei Carabinieri di Bari che hanno arrestato sette persone on l'accusa di usura, estorsione, falsità ideologica e truffa aggravata. Gli arresti chiesti dal pm Isabella Ginefra sono stati eseguiti a Bari, Modugno e Santeramo in Colle. A capo della rete criminale due dipendenti della ‘Sanitaservice', società che opera all'Asl di Bari e al Policlinico universitario. Secondo gli inquirenti i due dipendenti riscuotevano da anni ingenti somme di denaro attraverso la creazione di una vera e propria rete di estorsione che colpiva artigiani e commercianti. La posizione dei due dipendenti è aggravata dal fatto che i reati sono stati commessi durante l'orario lavorativo: per risultare sul posto di lavoro i due si facevano timbrare il badge dagli altri dipendenti complici.  I carabinieri hanno accertato che gli altri impiegati assenteisti coinvolti andavano durante l'orario lavorativo in villeggiatura o a pesca.

Le indagini.

L'indagine, avviata nel 2014 e conclusa nel 2016, ha svelato che in questi anni è stata creata una rete criminale in grado di estorcere denaro a numerosi baresi. I carabinieri sono riusciti a documentare i reati attraverso le intercettazioni telefoniche.' Ti mando in pasto ai lupi' era una delle frasi minacciose più utilizzate per spaventare i commercianti.  Gli usurai usavano un linguaggio quasi senza senso, ma convenzionale se riferito a prestiti elargiti e da elargire. Termini come ‘servizio, pratica o prenotazioni' venivano utilizzati per la stipula del prestito.

Il sequestro.

Nel corso dell'operazione sono state sequestrate ingenti somme di denaro oltre al libro contabile degli usura dove erano riportati nomi, cifre e mesi che indicavano i nomi delle vittime, l'importo della rata ed i mesi in cui era stata pagata la somma di denaro o il lasso di tempo che mancava all'estinzione del prestito.