Dovrà essere rifatto il processo d’appello a Padre Fedele, il frate cappuccino al secolo Francesco Bisceglia sospeso a divinis nel 2008 per le accuse di violenza sessuale su una suora. La terza sezione penale della Corte di Cassazione nella tarda serata di mercoledì ha emesso dopo una lunga camera di consiglio il suo verdetto annullando con rinvio la condanna a nove anni e tre mesi inflittagli in appello nel 2012. È stata annullata parzialmente anche la condanna a sei anni e tre mesi di reclusione inflitta al suo segretario Antonio Gaudio. Secondo l’accusa Gaudio avrebbe partecipato ad alcuni episodi di violenza sessuale, sempre contro la suora. Essendo una parte del suo ricorso respinto, passa in giudicato una parte della condanna. Nel dispositivo che riguarda padre Fedele si legge: “Si annulla l’impugnata sentenza limitatamente ai reati ascritti al Bisceglia e si rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Catanzaro”.

Soddisfatti per la decisione della Cassazione i legali di Padre Fedele.

Padre Fedele Bisceglia, raggiunto dall’Agi al telefono, ha commentato la decisione presa dalla Corte di Cassazione ribadendo la sua innocenza: “Io l’ho sempre detto che sono innocente – così da Cosenza, dove ha trascorso la giornata in preghiera in una chiesa -. Ora dovrò ricominciare a gridarlo ancora più forte ma forse stavolta sarò ascoltato". Bisceglia ha spiegato che stava già dormendo quando lo hanno chiamato per comunicargli il verdetto dei giudici della Cassazione. Soddisfatti per la decisione della Corte anche gli avvocati difensori del religioso: “Siamo assolutamente soddisfatti dell’esito del verdetto”, ha spiegato l’avvocato Eugenio Bisceglia, difensore e parente di Padre Fedele. Per l’avvocato “sono state applicate quelle norme di diritto che finora non erano state affatto rispettate”.