La storica villa Rodella, abitata da Giancarlo Galan fino all'ottobre 2015, versa in uno stato di totale abbandono. Come ha raccontato il Fatto Quotidiano, la grande villa immersa del verde era stata confiscata tre anni e mezzo fa dallo Stato. Galan è stato governatore del Veneto per tre legislature, dal 1995 al 2010, prima di diventare ministro, e proprio nell'antica dimora ha scontato i domiciliari per lo scandalo Mose. L'immobile, che si trova a Cinto Euganeo, è stato utilizzato dall'ex presidente della giunta regionale come ‘merce di scambio' per pagare i propri debiti con la giustizia.

Ora l'intero edificio, le cui stanze sono occupate da cumuli d'immondizia, si trova in uno stato di degrado, esposto a furti e danneggiamenti da parte di avventori e vandali: nel parco, in cui la vegetazione prolifera nell'incuria, la recinzione è divelta in più punti. Le finestre sono chiuse, ma sul retro una porta è stata rotta tempo fa dai ladri e non è stata più riparata. La villa varrebbe 2 milioni e 600mila euro, ma Galan doveva risarcire lo stato per 5 milioni.

La Procura di Venezia ottenne la confisca della villa, e i magistrati dissero che si trattava di una importante acquisizione di beni, per permettere allo Stato di recuperare, almeno parzialmente, le tangenti pagate dal sistema ideato da Giovanni Mazzacurati, presidente del Consorzio Venezia Nuova.

"Oggi non so quanto possa valere la villa nelle condizioni in cui è ridotta. Ma non credo che qualcuno sia disposto a spendere più di 500-600 mila euro. Perché gli investimenti per rimetterla a posto sono imponenti", ha spiegato al Fatto Quotidiano Lucio Trevisan, sindaco di Cinto Euganeo – "Mi piange il cuore vedere il decadimento totale di Villa Rodella. Il Comune aveva anche fatto richiesta di acquisirla per iniziative civiche e sociali in base alle norme del federalismo demaniale. Avevo pensato di fare un bando di idee per il suo riutilizzo. Poi il segretario comunale mi ha dissuaso, vista la situazione di vincoli e ipoteche".

Su Villa Rodella pende un'ipoteca di Veneto Banca, a garanzia di un mutuo da oltre un milione di euro concesso a Galan per la ristrutturazione. Poi l'ipoteca era stata cancellata, ma secondo il gip si trattava di una procedura anomala. E quindi Veneto Banca (acquisita da Banca Intesa dopo il crac finanziario) avrebbe ancora diritto al titolo. Se venisse venduta, quindi, parte degli introiti andrebbero alla banca. Quindi il comune di Cinto Euganeo non è più intervenuto. "In questa vicenda facciamo tutti brutta figura – commenta il sindaco – perché è un bene pubblico depauperato. Il rischio è che tutto vada nel dimenticatoio, senza che la confisca abbia avuto un’utilità pubblica".