Sarebbero almeno 60 le coltellate che Sanjay Budhwar, indiano di 36 anni accusato di omicidio, ha inferto Hoshiar Singh, connazionale, ucciso domenica scorsa nel quartiere Arcella, zona residenziale di Padova. I risultati dell’autopsia sul corpo del 45enne parlano chiaro: la vittima è deceduta a causa di uno shock emorragico. Singh però si sarebbe difeso, sulle braccia ci sono infatti segni evidenti di un tentativo di allontanare da sé la furia omicida del coinquilino che ha agito con un coltello da cucina – già recuperato dai carabinieri – che poi lo ha colpito alla gola da parte a parte più volte. Singh, sorpreso nel sonno, quindi non sarebbe morto subito, ma ha avuto il tempo di capire quello che gli stava accadendo.

Budhwar si trova ora in carcere, mercoledì scorso il gip Margherita Brunello ha convalidato il fermo richiesto dal pm Andrea Girlando. Budhwar ha ammesso di aver ucciso il connazionale che viveva con lui da dieci giorni, ma sostiene di avergli dato “solo qualche coltellata”. Il movente non è stato confessato anche se la procura ritiene che dietro a questo omicidio ci siano ragioni legate all'appartenenza a diverse fazioni politico – religiose indiane. L'arrestato è indagato anche per i reati di incendio doloso, appiccato alla vittima dopo le coltellate per distruggere le prove a suo carico e del tentato omicidio del pakistano vicino di casa. Ancora da chiarire la lite con quest’ultimo, il cui appartamento è sullo stesso pianerottolo. Secondo quanto si è appreso, ai carabinieri, prima del loro intervento, sono giunte due telefonate al 112: una dell'indagato e l'altra della moglie del pakistano, entrambe, pare, di accuse reciproche sull'omicidio.