Prima non riusciva a trovare dipendenti, nonostante offrisse contratti con stipendi fino a 1500 euro al mese. Poi è stata inondata di domande, con migliaia di curriculum in arrivo da tutta Italia. È quanto successo all'azienda Antonio Carraro di Campodarsego, in provincia di Padova, specializzata nella costruzione di trattori compatti per agricoltura, che nei mesi scorsi, poco prima dell'inizio dell'anno nuovo, era stata protagonista di una vera e propria bagarre, dopo aver lanciato un appello perché non riusciva ad assumere personale, non ricevendo risposta a nessuno degli annunci pubblicati. "Abbiamo una settantina di posizioni aperte da almeno sei mesi. Siamo al paradosso", avevano commentato dall'amministrazione. Poi, dopo che il caso era finito sulle prime pagine di tutti i giornali, centinaia di candidati si sono fatti avanti per ottenere il lavoro.

A due mesi da quell'annuncio, sono arrivate in azienda più di cinquemila domande e ogni giorno vengono effettuati in genere 16 colloqui. Tra le candidature, ci sono persino quelle di un insegnante di zumba e di un massaggiatore oltre a quelle dei tecnici altamente specializzati nella produzione di macchinari innovativi. Molti, infatti, non avevano neppure guardato il sito per sapere di cosa si occupasse la società, ma ci hanno provato ugualmente pur di trovare un lavoro stabile. Le promesse, dunque, si stanno lentamente trasformando in realtà. "A gennaio abbiamo assunto 10 dipendenti e a febbraio stiamo definendo l'assunzione di altre 23 persone, molte a tempo indeterminato e altre a termine", ha spiegato Liliana Carraro, responsabile delle Relazioni Esterne dell'azienda padovana, che non ha nessuna intenzione di fermarsi. "Il nostro piano industriale – ha continuato – prevede 70 assunzioni entro il 2019 e vogliamo essere di parola per rispondere alle esigenze del nostro mercato".

Le domande sono arrivate da tutta Italia, molte dal Nord e dalla provincia di Padova, ma anche dal Meridione e dall'Albania dopo l'appello lanciato sui social network e sulla stampa locale dall'azienda, anche se la maggior parte degli assunti è di origine veneta. "Sappiamo che questo tessuto industriale è stato fortemente colpito dalla crisi – ha sottolineato ancora Liliana Carraro -: offrire una occupazione in questo territorio per noi è doppiamente importante. In poche settimane, anche grazie all'open day in fabbrica che si è svolto lo scorso 16 dicembre, sulle scrivanie dell'ufficio personale sono arrivate più di cinquemila curriculum". Alla scrematura dei profili si sono dedicate 5 persone, che hanno già provveduto all'assunzione di 23 persone, a cui se ne aggiungeranno presto delle altre. Anche gli stipendi sono gli stessi di quelli che erano stati promessi due mesi fa: 1590 euro al mese lordi. E ai sindacati che avevano commentato la mancanza di candidature come conseguenza di retribuzioni troppo basse, Carraro ha risposto che si tratta di una somma base, "che può essere anche quadruplicata in base alle esperienze". Ai fortunati che saranno chiamati nei prossimi giorni per effettuare i colloqui non resta che sperare di ottenere uno dei posti a disposizione nell'azienda, il cui fatturato per il 2017 dovrebbe aggirarsi intorno ai 90 milioni di euro.