"Ero una bestia con mia moglie e le mie figlie. Poi mi sono detto che non volevo più essere così, non volevo essere un uomo di mer**a, volevo essere un uomo. Ho iniziato un doloroso percorso di cambiamento e oggi quando guardo la mia famiglia non vedo più la paura, ma i loro sorrisi". Gennaro (nome di fantasia) è un ex uomo violento che ha affrontato un lungo e doloroso percorso terapeutico per imparare a controllare i propri impulsi. Si è separato dalla moglie più volte, ma oggi grazie al lavoro fatto su se stesso, lei ha deciso di perdonarlo e di continuare la sua vita con lui e le loro figlie. "Sono in terapia da due anni, ma non considero finito il mio lavoro".

"Ogni giorno – dice in una lunga intervista a Fanpage (video) – devo lottare contro Mr Hyde, ogni giorno devo combattere la parte più oscura e brutale di me e ho ancora tutto da dimostrare ai miei cari. Oggi però sono in pace, ho il rispetto degli altri e quello di me stesso, mi piace la persona che sono". La storia di violenza di Gennaro e di sua moglie è stata costellata da scatti d'ira e aggressioni, tante. "Il punto più basso, l'ho toccato quando dopo l'ennesima corsa in ospedale ho visto le lacrime negli occhi di mia moglie, come se mi dicesse con lo sguardo: "Sei tu l'uomo che ho scelto? Proprio tu che dovresti proteggermi, mi fai del male?"

Tutto è cambiato quando Gennaro ha deciso di seguire un percorso terapeutico. "Gennaro è venuto da me con le sue gambe" dice la dottoressa, Luisa D'Aniello, psicoterapeuta. "Ha scelto in autonomia di iniziare questo percorso, nessuno glielo ha imposto e questo aspetto è molto importante in terapia, la consapevolezza può determinare il successo del percorso. Qualunque uomo può decidere di interrompere i comportamenti violenti lavorando sulle proprie fragilità come ha fatto lui."

"È stato doloroso, riprende Gennaro, ho dovuto confrontarmi con i fantasmi del mio passato, con le lacune, i traumi, ma così ho capito che le radici della mia rabbia erano antiche e ho potuto lavorarci. Non posso dare un messaggio agli altri uomini violenti, ogni storia è individuale, posso dire loro solo che io ci lavoro ogni giorno e continuerò a farlo". "La cosa più importante per questa intervista, per me – dice tra le lacrime – è poter lanciare un messaggio a mia moglie, un massaggio di scuse e di amore". "Non dimentico quello che sono stato e ti chiedo perdono, ma voglio dirti che ti amo: ti amo come amo le nostre figlie".