Si è accanita sul marito malato aggredendolo selvaggiamente e alla fine è arrivata ad ucciderlo brutalmente picchiandolo a colpi di matterello fino a lasciarlo esanime in una pozza di sangue in casa. Per questo una ostetrica tedesca di 54 anni, Hannegret Donnelly, è stata condannata nella scorse ore da un tribunale inglese per l'omicidio del coniuge 55enne Christopher, avvenuto nella loro caso del Buckinghamshire, nell'Inghilterra sud-orientale, nel marzo 2018. Come emerso dopo la scoperta del cadavere dell'uomo, la donna avrebbe abusato del marito per anni approfittando delle sue precarie condizioni di salute che spesso lo costringevano a restare a letto. Dall'autopsia sulla salma, infatti, sono emersi non solo i segni dei colpi inferti col matterello ma anche precedenti lesioni da accoltellamento, fratture alla spalla, alla colonna vertebrale e al collo, lesioni alle corde vocali e traumi di ogni genere.

Secondo gli inquirenti sarebbe stato picchiato con le mani, strangolato, colpiti oggetti contundenti di vario tipo e infine gettato dalle scale. Interrogata, la 54enne che dall'uomo aveva avuto quattro figli, ha ammesso che le cose sono degenerate quando lui ha iniziato a stare male. "È iniziato tutto come uno scherzo, gli ho detto vuoi vedere che se ti colpisco con un matterello forse esci dalla tua trance" ha rivelato la donna, aggiungendo: "Poi l'ho colpito sempre più forte". "Gli ho dato dei pugni sul naso quando mi arrabbiavo con lui ma non si è fatto mai nulla di grave" ha proseguito la donna che ha anche parlato di un incidente quando ha spinto suo marito giù per le scale, minimizzando tutto. "L'ho spinto alla schiena per farlo camminare un po' più veloce, poi è inciampato e si è schiantato a terra" si è giustificata.

"L'uomo era sotto il controllo di sua moglie ogni giorno ed è stato vittima di abusi sistematici" hanno spiegato invece gli inquirenti  ricordando che il sangue della vittima è staro ritrovato vicino alla porta d'ingresso, nel corridoio, sulle scale, nella sala da pranzo, nella cucina, nel bagno, sui termosifoni e persino sui rivestimenti e sulle persiane. Pochi giorni prima di morire, l'assassina inoltre aveva scritto nel suo diario: "Non gli ho permesso di andare in bagno". La donna è stata condannata all'ergastolo con un minimo di 16 anni di prigione.