"Considerato l'attuale contesto, in cui prevalgono scontri violenti e diffuse violazioni dei diritti umani, i migranti e i rifugiati soccorsi non devono fare ritorno in Libia". A dirlo in una nota l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni unite per i Rifugiati. L'organismo dell'Onu "segue con crescente apprensione la situazione nel Mediterraneo, dove negli ultimi giorni si sono registrati due naufragi, numerosi altri incidenti legati a operazioni di soccorso, un mercantile che ha ricondotto in Libia persone soccorse in mare, e notizie relative all’incapacità delle Guardia Costiera libica di rispondere agli incidenti avvenuti nell’area di ricerca e soccorso (SAR) di propria competenza a causa della carenza di carburante". Pertanto sollecita gli Stati a "intervenire con urgenza per ristabilire misure di soccorso efficaci nel Mediterraneo aumentando le operazioni di soccorso coordinate e congiunte, ristabilendo procedure di sbarco rapide in porti sicuri, e revocando le misure che impediscono di operare alle imbarcazioni delle Ong". L'Unhcr si riferisce a due tragedie avvenute nei giorni scorsi: un primo natante con 117 persone a bordo affondato al largo della Libia; e un altro affondato nelle acque fra il Marocco e la Spagna con 53 persone imbarcate. Quest'anno 4.507 persone hanno già effettuato la traversata verso l’Europa via mare,  il freddo dell'inverno non sembra averli scoraggiati.

L'agenzia dell'Onu lo ha espresso con chiarezza: le violazioni dei diritti umani non devono più ripetersi, come avvenuto con gli ultimi 140 naufraghi soccorsi al largo di Misurata domenica sera da un mercantile, il Lady Sham. Dopo quel salvataggio in mare i migranti sono stati tutti ricondotti a Tripoli. È stata sottolineata da più fronti, l'illegittima violazione del divieto di refoulement, stabilito dall'articolo 33 della Convenzione di Ginevra, ma anche la violazione del diritto di asilo, che dovrebbe essere garantito dall’articolo 10 della nostra Costituzione.
La Libia, come se ciò non bastasse, ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sulla protezione dei rifugiati, pertanto deve essere considerata un luogo insicuro, dove i migranti torturati nelle prigioni. "Le persone che non hanno una valida richiesta d'asilo o di altre forme di protezione internazionale dovranno essere assistite per fare ritorno in tempi brevi nei propri Paesi", ha ribadito l'Unhcr.

Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha risposto su Facebook

A stretto giro è arrivata la replica del vicepremier leghista Matteo Salvini, che ribadisce la linea del governo sui flussi migratori: "Altri sbarchi, altri soldi agli scafisti? La mia risposta all’Onu è NO". Il post è accompagnato dall'hashtag ‘#portichiusi'.