"Resta condannata all'ergastolo e in carcere resterà per i prossimi anni". All'indomani della notizia della ‘scarcerazione anticipata' di Sabrina Misseri così commenta a Fanpage.it, Walter Biscotti, legale di Concetta Serrano, la madre della piccola Sarah Scazzi."Che dire, non c'è nulla di strano: come ogni detenuto Sabrina ha maturato annualmente dei giorni che, sommandosi, hanno portato al piccolo bonus di cui si è sentito parlare, ma non cambia la sua posizione. Purtroppo, tuttavia, ogni volta che spunta una notizia sul caso di Sarah a mamma Concetta si spezza il cuore di nuovo".

La folata di innocentismo

Dunque nessuna liberazione anticipata e al momento nessuna novità nel caso, neanche per quanto riguarda il ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri e Cosima Serrano alla Corte di Strasburgo. "Nulla è cambiato, c'è una sentenza definitiva della Cassazione che condanna le due donne per l'omicidio della piccola Sarah, per quanto riguarda la giustizia la parola fine è stata scritta". Quanto al movimento innocentista a favore della zia e della cugina di Sarah nato dopo la messa in onda della puntata di ‘Storie Maledette‘ dedicata al caso, l'avvocato dice: "I grandi casi mediatici sono fatti di ondate di colpevolismo e innocentismo, per quanto ci riguarda la storia è chiusa, ci sono tre gradi di giudizio e almeno 30 giudici che si sono pronunciati in proposito, non esistono dubbi". "Piuttosto, questo continuo riaccendersi e spegnersi dei media non fa che riattivare il dolore di una famiglia che non può dimenticare. Il papà, la mamma e il fratello di Sarah pensano a lei ogni singolo minuto e se solo riescono a trovare un momento di pace, quel dolore viene riattivato da questo genere di notizie". "Per fortuna – conclude-  hanno la loro fede (gli Scazzi sono testimoni di Geova, ndr), ma per loro continua a essere molto dura".

Il caso Scazzi

Il caso risale all'agosto del 2010, quando la piccola Sarah, 15 anni, è scomparsa da Avetrana, piccolo comune alle porte di Lecce. Il corpo della piccola è stato ritrovato in un pozzo alcuni giorni dopo grazie alle indicazioni di Michele Misseri, marito di Cosima Serrano, la sorella di Concetta, la mamma di Sarah. Inizialmente le indagini si sono concentrate sul contadino, ma un'intercettazione con la figlia Sabrina, all'epoca ventenne, sposta l'attenzione degli inquirenti su di lei. Gli investigatori ricostruiscono il clima di conflitto che negli ultimi giorni ha messo l'una contro l'altra le due cugine e amiche. Le ragazze, che frequentavano la stessa comitiva, avevano litigato per un pettegolezzo riguardante i rapporti di Sabrina con Ivano Russo, un coetaneo con cui la ragazza aveva avuto un breve flirt. L'episodio, unito a una serie di circostanze indiziarie a carico di Sabrina e sua madre Cosima, viene valutato come credibile movente per il delitto, portando le due donne in tribunale. La parola definitiva arriva con la condanna all'ergastolo in Cassazione. Per la Corte Sabrina e Cosima uccisero Sarah strangolandola e poi si disfecero del corpo con l'aiuto di zio Michele.