Nicoletta uccisa davanti alla cappella dove si celebravano riti satanici e messe nere. È lo sconcertante particolare, a margine del delitto, emerso dalla ricostruzione che Carmelo Bonetta, reo confesso, ha fatto dell'assassinio di Nicoletta Indelicato, la venticinquenne ritrovata cadavere nelle campagne di Marsala con il corpo martoriato di pugnalate, lo scorso 16 marzo.

Nel corso dell'interrogatorio con il gip il 34enne originario di Termini Imerese, ha aggiunto alcuni particolari sulla sera del delitto. Bonetta ha infatti raccontato che la notte del 16 marzo, insieme a Margareta Buffa e con l'ignara Nicoletta, si sarebbero fermati in zona Sant'Onofrio perché in quel posto, sorge un’antica cappella, in realtà un piccolo antro scavato nella pietra, dove, secondo lui, si sarebbero celebrati riti satanici e messe nere. Il particolare, che non è stato messo in relazione con il delitto, tuttavia è stato sottolineato da Bonetta durante il colloquio con il gip Riccardo Alcamo, parlando della sosta nel luogo dove poi è andata in scena la mattanza.

Secondo Margareta Buffa, che quella sera era alla guida dell'auto, invece, la sosta in quell'area sarebbe stata dettata da un guasto all'auto. Nelle ultime ore la ragazza ha negato ogni responsabilità del delitto, addebitando al solo Bonetta la volontà omicidiaria e dichiarandosi sua ‘vittima'. Nelle stesse ore, gli avvocati Natale Pietrafitta e Marcella Buttitta, che la rappresentavano insieme a Bonetta, hanno deciso di abbandonare la difesa della 29enne, limitandosi a curare gli interessi del solo Bonetta, reo confesso e sin dalle prime ore dimostratosi molto collaborativo con le forze dell'ordine. Ritrovato recentemente anche il coltello che ha ucciso la povera Nicoletta. Il pugnale, lungo 20 cm è stato rinvenuto dai sommozzatori nel torrente Mazzaro, dove da molte ore erano in corso le ricerche dell'arma. Buffa e Bonetta restano indagati per omicidio e distruzione di cadavere.