Erika Petri, insieme al fidanzato Dimitri (Facebook).
in foto: Erika Petri, insieme al fidanzato Dimitri (Facebook).

Fanno fatica a pronunciare la parola “assassino” i genitori di Erika Preti, la giovane di Biella che lo scorso 12 giugno è stata uccisa a coltellate in una villetta in Sardegna, dove si trovava per una vacanza col suo fidanzato, il trentenne Dimitri Fricano. Un uomo che  oltre un mese dopo il delitto – dopo aver sempre sostenuto di essere stato vittima insieme a Erika di una rapina – ha raccontato la verità: è stato lui, in seguito a una lite, a uccidere a coltellate la sua compagna. L’uomo, dal giorno della confessione, è rinchiuso in carcere e il gip del tribunale di Biella ha negato i domiciliari che avevano chiesto i suoi legali. A dire la sua a La Nuova Sardegna ora che l’assassino di Erika ha un nome e un volto è il suo papà, Fabrizio Preti, che ha ammesso di fare ancora fatica a credere a quanto è accaduto. “Sapevamo che Dimitri non stava bene. A volte aveva sbalzi d’umore. Ma certo non avrei mai potuto immaginare che si sarebbe trasformato in un mostro. Se avessi capito una virgola di quello che stava succedendo a Dimitri, forse Erika sarebbe ancora viva”, ha detto l’uomo, che ha descritto Fricano “come un figlio” per lui e sua moglie.

Le parole del papà di Erika Preti, uccisa dal fidanzato in Sardegna

“Festeggiavamo il Natale insieme a lui e ai suoi genitori. Erika e Dimitri si sono fidanzati quando erano appena adolescenti e in questi dieci anni li abbiamo visti crescere. Ancora non riesco a crederci. Quando la settimana scorsa il nostro avvocato, Lorenzo Soro, ci ha detto che secondo gli inquirenti non c’erano più dubbi, io e mia moglie siamo crollati”, ha detto ancora il papà di Erika. Fricano, intanto, confessando il delitto ha parlato di una lite avvenuta per un tavolo sporco di briciole, ma i suoi racconti sulla dinamica dei fatti sarebbero ancora “confusi”. Sembra tra l’altro che il rapporto tra i due fidanzati fosse in crisi da tempo.