Il 4 marzo scorso un giovane di ventisette anni, Bruno Lazzaro, è stato ucciso con una coltellata all'addome nel territorio del comune di Sorianello, nella provincia di Vibo Valentia. Il giovane era il nipote di Salvatore Inzillo, personaggio ritenuto vicino al clan Emanuele e ucciso nel 2017 e cugino di Salvatore Lazzaro,  ucciso nel 2013, ma nonostante questi precedenti dopo il delitto gli investigatori avevano escluso di dover cercare i responsabili in ambienti criminali. A maggio, circa due mesi dopo l’omicidio, un ragazzo di diciannove anni è stato arrestato con l’accusa di omicidio. Si tratta di Gaetano Muller, cugino della vittima, che ora ha confessato le sue responsabilità davanti al gup del Tribunale di Vibo Valentia. Stando a quanto ricostruito, il giovane avrebbe accoltellato e ucciso Lazzaro per via di una ragazza. Particolarmente utili alle indagini si sono rivelate le conversazioni estrapolate dal cellulare della vittima. Da quanto emerso, grazie a queste conversazioni si è potuto appurare che, pochi minuti prima dell'agguato, il ventisettenne era stato messo in guardia dalla ragazza, ex fidanzata di Muller, che temeva per la sua incolumità in quanto il presunto omicida era venuto a conoscenza della relazione fra i due.

La ricostruzione del delitto – Muller avrebbe dunque dato appuntamento in auto al cugino per portarlo in località Savini di Sorianello dove la lite è degenerata. Dopo il delitto era stato lo stesso diciannovenne ad allertare le forze dell’ordine, raccontando però una versione diversa sull’accoltellamento del cugino. Una ricostruzione che, a quanto emerso, non aveva convinto gli inquirenti. La confessione è arrivata nel corso dell’udienza convocata per discutere della richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori di Muller. L’udienza è stata fissata per il prossimo 31 gennaio.