Quante chiacchiere girano attorno a Michel Houellebecq e ai suoi libri. Un vortice di parole lungo settimane, mesi, anni, poi a un certo punto il nuovo romanzo dello scrittore francese finisce in libreria ed ecco che le chiacchiere si trasformano in "botte" verbali. Dal punto di vista delle vendite – in Francia Serotonina (La nave di Teseo) si è subito impossessato della cima delle classifiche – e della critica, che come al solito si divide con linguaggio non sempre appropriato e più da stadio attorno all'opera dell'autore de "Le particelle elementari", di "Sottomissione". A quattro anni dal successo di Sottomissione, l'uscita più attesa della stagione è finalmente in libreria da oggi anche in Italia.

In queste settimane che hanno preceduto l'uscita di Serotonina – battezzato da alcuni già il capolavoro di Michel Houellebecq, molto si è discusso sulla visionarietà dell'anarchico romanziere di destra che tanto fa impazzire l'intellighenzia della gauche. Se con Sottomissione – uscito in concomitanza della strage a Charlie Hebdo – aveva raccontato una Francia "islamizzata", in Serotonina qualcuno ha visto più d'una coincidenza con la protesa dei gilet gialli. Anche se non pare proprio così.

Dove la storia vede per protagonista Florent-Claude Labrouste, funzionario del ministero dell'Agricoltura di mezza età, che condivide l'appartamento e una relazione con una giapponese in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi e che, sostanzialmente, sta scivolando verso la depressione. L'uso sempre più massiccio di Captorix, grazie al quale affronta la vita, si mette alla ricerca del suo tempo perduto abbandonando Parigi e partendo per la Normandia, dove incrocia più che il passato il futuro in perenne declino della Francia e dell'Europa. In particolare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media, spingendo Florent-Claude Labrouste a "una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare."