Imma Rizzo, Noemi Durini e Lucio Marzo
in foto: Imma Rizzo, Noemi Durini e Lucio Marzo

"Dopo quanto ha fatto, dovrebbe prendersi la responsabilità di dire: ‘lasciatemi marcire qua dentro, perché ho tolto la vita a una ragazzina di 16 anni'". Sono le parole cariche di rabbia di una madre, Imma Rizzo, la madre di Noemi Durini, la ragazza di Specchia trovata morta nelle campagne leccesi nel settembre 2016. La donna oggi ha sfogato la delusione per lo slittamento del processo d'appello, all'uscita dall'aula del tribunale di Lecce. dove in questi si sta celebrando il processo con rito abbreviato a carico del 19enne Lucio Marzo.

"È inverosimile che si prendano altri giorni – ha detto ai giornalisti – mia figlia è stata sepolta anche viva e 18 anni e 8 mesi il suo assassino se li deve fare tutti". "Mia figlia aveva solo 16 anni – ha fatto eco, Umberto Durini, il padre di Noemi – È morta per proteggere un assassino. Noemi ha voluto bene a Lucio, lo ha sempre protetto, questa è stata la sua condanna e io non l'ho saputa proteggere".

Nei giorni scorsi è stata archiviata la posizione dei genitori di Lucio Marzo, sospettati di aver concorso nell'omicidio e di averlo aiutato a coprire le sue tracce dopo il delitto. Sebbene Biagio Marzo e sua moglie sono stati ritenuti estranei ai fatti, i genitori di Noemi restano convinti del fatto che l'allora 17enne Lucio, non possa aver fatto tutto da solo. "Neanche Mandrake avrebbe fatto tutto quello che lui ha fatto in un'ora". Lucio è imputato per omicidio e occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione dell'accusa avrebbe ucciso la fidanzata Noemi e poi l'avrebbe coperta con un cumulo di pietre, mentre era ancora viva. Marzo è stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione.