La lotta ai partiti di governo, all'onda populista e quella della destra che monta in tutta Europa, si combatte nei luoghi dove le persone vivono e si incontrano, ma anche nelle piazze digitali. Ne è convinto Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio e candidato alla segreteria del Partito democratico. "Il Pd deve cambiare e voltare pagina, ripartendo dalle persone. Incontrandole nei luoghi reali della loro vita: nelle piazze, nella società e, allo stesso tempo, sul web, dove tutti noi spendiamo una misura crescente del nostro tempo, dei nostri interessi, delle nostre passioni. Della nostra interazione con gli altri. E dove nei prossimi anni si combatterà una sfida durissima", argomenta con Fanpage.it.

Il Pd deve recuperare un gap che, senza nasconderselo esiste. Shitstorm, troll e bot prendono di mira i "buonisti" e la sinistra. Amplificano i sentimenti su cui il Movimento 5 stelle e la Lega costruiscono i loro consensi. La sfera digitale e il senso comune che sentiamo al bar, al mercato o sul bus sono vasi sempre più comunicanti. Per non parlare della soverchiante capacità comunicativa di Luigi Di Maio e Matteo Salvini sui social network. Per ribaltare la tendenza non basta quindi denunciare le fake news o i discorsi d'odio, tocca giocare sullo stesso terreno e organizzarsi per farlo.  "Servono nuove idee e nuove formule per contrastare l’egemonia che i populisti sono stati capaci di costruire nell’uso della rete – prosegue Zingaretti –.  A questa nuova realtà digitale noi democratici abbiamo risposto in modo contraddittorio e perdente: demonizzando la rete o, peggio, imitando in maniera superficiale le forme di comunicazione degli avversari. La chiave del nostro modo di stare sul web non può che essere la partecipazione, il coinvolgimento, la creazione di una comunità".

Da battere non c'è solo Rousseau e l'uso della rete del M5s, ma anche l'ondata xenofoba e razzista che si gonfia a ogni notizia di cronaca o braccio di ferro sullo sbarco di un gruppo di migranti soccorsi nel Mediterraneo. Da dove cominciare dunque? Zingaretti non ha dubbi, dalle primarie del 3 marzo. L'appuntamento ai gazebo "rappresenta un’occasione straordinaria", il momento giusto in cui "fondare un possibile modello di partito moderno". Da qui la proposta consegnata a Fanpage.it e rivolta a tutti i candidati e alla comunità dem: "Voglio lanciare una proposta a tutto il Partito Democratico: il 3 marzo dobbiamo legare il voto dei partecipanti a una raccolta, su base volontaria, di un loro numero di cellulare, un’email, o un contatto sui social network. Per potere continuare l’esperienza delle primarie anche dopo, dialogando attraverso la rete e sollecitando mille forme di partecipazione".

Contatti per "costruire un grande spazio digitale, formato da una rete di attivisti da coinvolgere in campagne di mobilitazione, processi di decisione, azioni per contrastare le fake news". Un esercito di attivisti da mobilitare e coinvolgere, dalle strade e le piazze dei gazebo al mondo virtuale. "La rete è stata lasciata alla propaganda e alla disinformazione. Può essere il luogo della partecipazione, della condivisione consapevole di idee e informazioni".