"Mi sono informata e so di non avere voce in capitolo, non posso essere ascoltata come testimone: non ero presente e io e Niccolò non eravamo sposati. Voglio comunque andare in Spagna e seguire le udienze, anche se nel migliore dei casi il ragazzo che ha ucciso Niccolò starà in carcere 25 anni. Non sono niente", a parlare è Ilaria Inverso, 20enne ex fidanzata  di Niccolò Ciatti, il giovane fiorentino di 22 anni ucciso il 12 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, in Spagna, con un calcio al volto da parte di un sconosciuto durante un pestaggio senza motivo fuori dal locale davanti ad un folla inerte di persone

"Dopo un anno stento a ricordare molti particolari. Era tutto talmente surreale che non riesco a mettere insieme i pezzi" ha ricordato la ragazza la corriere della Sera, aggiungendo: "Stavo dormendo quando ho guardato il telefono, nella notte fra venerdì e sabato. Simone, uno degli amici di Niccolò, mi aveva chiamato due volte. Me ne sono accorta alle 5. D’istinto mi ero svegliata e avevo guardato il telefono. L’ho richiamato e mi ha spiegato… Ho capito che era grave, che dovevo andare là". Da quella tragedia si dice inevitabilmente cambiata perché "quando hai 20 anni non immagini che possa accadere una cosa del genere". "Mi ha salvato il mio lavoro di l’educatrice in un asilo nido, i bambini aiutano. Sono loro che hanno bisogno di te" ha sottolineato la ventenne che, ripensando a quei terribili gironi dopo la notizia drammatica si dice pentita: "Ho sbagliato. In quel momento pensavo che potesse servire a qualcosa, che ci fosse bisogno di tenere alta l’attenzione; magari qualcuno più in alto di noi avrebbe potuto fare qualcosa".

A sostengo della famiglia di Niccolò Ciatti si è schierato in modo compatto il Comune di Firenze che ad un anno dalla morte ha esposto uno striscione sulla facciata di Palazzo Medici Riccardi su cui si legge: "Giustizia per Niccolò Ciatti". "Non lo toglieremo di qui sino a quando non sarà fatta giustizia", ha detto il sindaco Dario Nardella, assicurando: "Come città metropolitana abbiamo già chiesto al tribunale spagnolo dove si svolgerà il processo la costituzione di parte civile. Ho anche parlato con ministro della Giustizia Alfonso Bonafede chiedendogli il suo impegno. Il ministro ha dimostrato grande attenzione, grande sensibilità. Sono certo che se saremmo tutti vicino alla famiglia di Niccolò avremmo giustizia"