E' stato il "fuoco amico", un colpo esploso da un collega, a uccidere due giorni fa Brian Simonsen, agente di polizia di New York che ha perso la vita a causa di un tragico errore. Una pallottola partita dall'arma di un collega durante durante una sparatoria nata da una rapina dentro un negozio di cellulari nel Queens l'ha colpito al cuore. Il detective aveva 42 anni, e da più di 19 era in servizio nella Grande Mela. Anche il sospetto rapinatore Christopher Ransom, 27 anni, è stato colpito e ucciso dalla polizia.

Stando a quanto reso noto dalla polizia, durante il conflitto a fuoco sono stati esplosi complessivamente  40 colpi. Simonsen è stato raggiunto da un proiettile al petto ed è stato trasportato al Jamaica Hospital Medical Center all'interno di una volante della polizia di New York, ma malgrado gli sforzi dei medici per salvargli la vita non c'è stato niente da fare. Il sindaco della Grande Mela Phil de Blasio ha incontrato la moglie e la madre dell'agente morto. "Questa è una notte molto difficile e dolorosa per la nostra città. Abbiamo perso un uomo molto buono", ha dichiarato il primo cittadino. "Il commissario ONeill e io abbiamo passato del tempo con la famiglia del detective Simonsen. È stato straziante. Lo shock che stanno vivendo è doloroso da vedere". E ancora: "Abbiamo detto alla famiglia Simonsen che il Dipartimento di Polizia della città di New York sarà con loro. Tutta New York sarà con loro. Finché vivranno, li sosterremo. Ed è un piccolo conforto per loro in questo momento di agonia".

Un testimone ha poi aggiunto: "Penso che il sospetto sia stato il primo a sparare. Poi la polizia ha iniziato ad aprire il fuoco. Ho sentito almeno 11, 12 colpi". Uno di quelli partiti dagli agenti ha purtroppo colpito Brian Simonsen.