6 Luglio 2021
18:34

Napoli, le opere d’arte di Villa Livia sul mercato nero: era set dei Bastardi di Pizzofalcone

In vendita sul mercato nero i tesori antichi e le opere d’arte di Villa Livia, location cinematografica dove sono state girate le scene della serie televisiva “I bastardi di Pizzofalcone” e del film “La paranza dei bambini”. Accusata la custode del Museo. I beni recuperati dai carabinieri di Napoli.
A cura di Pierluigi Frattasi
Testa in marmo della Dea Atena (a sinistra). Satiro e Musa (a destra)
Testa in marmo della Dea Atena (a sinistra). Satiro e Musa (a destra)

In vendita sul mercato nero i tesori antichi e le opere d'arte di Villa Livia, location cinematografica dove sono state girate le scene della serie televisiva “I bastardi di Pizzofalcone” e del film “La paranza dei bambini”. I carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, guidati dal comandante Giampaolo Brasili, hanno recuperato numerosi beni culturali, trafugati da Villa Livia nel 2018. Saranno restituiti al Direttore del Museo Filangieri, Paolo Iorio. Tra questi spiccano per importanza, oltre a sculture di marmo e altri oggetti come cornici in legno dorato e capitelli, circa 300 calchi di gesso e gomma impiegati per la produzione di monete.

La restituzione avverrà il 7 luglio 2021 alle ore 11:30 nella “Sala Agata” del Museo Filangieri alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli Maria De Luzenberger, del Procuratore Aggiunto – Beni Culturali – della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Rosa Volpe, e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Anna Palmieri.

Le opere vendute dalla custode del Museo

L’attività investigativa denominata “Grifeo”, svolta dai Carabinieri del Nucleo TPC di Napoli e coordinata sia dalla Procura della Repubblica di Napoli che dalla Procura della Repubblica partenopea per minori, ha permesso di accertare la spoliazione sistematica dei beni culturali custoditi all’interno della casa museo “Villa Livia” di Napoli, nota per essere stata anche la location cinematografica dove sono state girate le scene della serie televisiva “I bastardi di Pizzofalcone” e del film “La paranza dei bambini”.

I militari del Reparto specializzato dell’Arma, a seguito dell’ascolto delle intercettazioni telefoniche e dall’analisi dei tabulati dei cellulari della custode del Museo, hanno accertato che la stessa contattava i clienti inviando loro le foto dei beni che proponeva in “vendita”, e, successivamente, li sottraeva a Villa Livia per darli al miglior offerente. Così, la custode del museo, con la complicità e l’aiuto dei figli minorenni, aveva costruito una vera e propria associazione per delinquere, dedita al furto e alla ricettazione di opere d'arte, smantellata solo con l’emissione di 6 provvedimenti restrittivi da parte delle Autorità Giudiziarie partenopee. Oggi, grazie al lavoro dei militari dell’Arma, ritornano alla fruizione pubblica presso il Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, i beni culturali sequestrati durante le indagini, individuati nella disponibilità degli indagati e di ignari acquirenti sull’intero territorio nazionale.

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