“Si può solo immaginare cosa vuol dire fare una corsa in ospedale e scoprire che tuo padre è morto. Papà era una persona integerrima. Per tutta la vita mi ha sempre raccomandato di guardare a destra e a sinistra quando attraverso la strada, anche adesso che ho 38 anni. E lui per primo l'ha sempre fatto. Papà era infartuato. Camminava piano negli ultimi tempi anche per andare da una stanza all'altra. Quando è morto, investito da un'auto della Polizia a via Foria, stava tornando a casa col carrello della spesa. Non so cosa è successo. Non ero lì. Ma spero che sia fatta luce, anche con le telecamere”. Parla con commozione Francesco Pugliese, figlio di Antonio, l'uomo di 69 anni morto giovedì pomeriggio in via Foria, dopo essere stato investito da una volante della Polizia di Stato. L'anziano è deceduto poche ore dopo all'Ospedale Vecchio Pellegrini della Pignasecca, dove è stato portato dall'autoambulanza del 118. Purtroppo le ferite gli sono state fatali e non ce l'ha fatta. Nelle scorse ore il vicequestore della Polizia di Stato di Napoli ha fatto visita alla famiglia per porgere le condoglianze a nome di tutto il Corpo. "Ringrazio il vicequestore per la visita – dice Francesco Pugliese – e per la vicinanza dimostrata alla mia famiglia"

Cosa ricorda di suo padre?

“L'ultimo ricordo che ho di lui è che non gli ho potuto vedere neanche gli occhi, quando, insieme a mio fratello, sono andato a fare il riconoscimento della salma, perché aveva la testa interamente bendata, con le fasce intrise di sangue. Secondo i medici aveva subito diverse fratture, alla testa e agli arti, ma stiamo aspettando il referto e l'esito dell'autopsia”.

Perché suo padre era uscito di casa?

“Quando è uscito di casa, giovedì, stava andando a fare la spesa. Papà aveva con lui il carrellino. Negli ultimi mesi camminava molto lentamente. In passato aveva avuto un infarto. Lo stesso medico gli aveva detto di scendere ogni tanto per fare un po' di moto”.

Che persona era suo padre?

È sempre stata una persona accorta, molto ansiosa e rigorosa. Uno svizzero trapiantato nel caos concentrato di Napoli. Anche quando vivevo all'estero mi chiamava e fino a 38 anni mi ha sempre ricordato di guardare a destra e a sinistra quando attraverso la strada. Non so cosa sia accaduto quel maledetto giovedì. Non ero presente. Adesso voglio solo la verità per papà”.