Ammontano a 83mila euro i fondi per la messa in sicurezza urgente della Galleria Vittoria, dopo il crollo di un pannello di rivestimento in calcestruzzo avvenuto il 23 settembre scorso dal tunnel interno. I tecnici del Comune di Napoli hanno stimato 15 giorni di tempo per completare questa prima fase di lavori urgenti, che dovrebbe essere conclusa entro la prossima settimana. Dopodiché bisognerà capire se ci sono interventi strutturali da fare. I lavori sono stati affidati dal Comune alla società cooperativa Clei, nell'ambito di un accordo quadro stipulato il 9 agosto 2019 da oltre un milione di euro per la manutenzione straordinaria delle strade primarie e delle gallerie di Napoli, che prevede un ribasso di circa il 42%. Per questo motivo, i lavori di messa in sicurezza stimati in oltre 100mila euro sono stati affidati per 83mila.

Galleria Vittoria, danneggiato il secondo rivestimento del tunnel

Secondo la relazione tecnica redatta dal Comune e datata 12 ottobre 2020, la Galleria della Vittoria possiede un doppio rivestimento: “un primo rivestimento originario, messo in opera nel corso della realizzazione dello scavo della galleria negli anni 1926-1929. E un secondo rivestimento in cemento armato, attualmente visibile dalla galleria, costituito da una successione di archi, a loro volta composti da elementi in cemento armato prefabbricati, alcuni dei quali del tipo predalles, rivestiti con tesserine ceramiche”. Ed è proprio da questo secondo rivestimento che si sarebbe verificato il distacco il 23 settembre scorso, che ha poi indotto i tecnici del Comune a disporre la chiusura della Galleria, per due motivi: da una parte, l'esecuzione di alcuni interventi di messa in sicurezza e, dall'altra, di avviare una campagna di indagini volte a rilevare eventuali criticità non rilevabili dalla semplice ispezione visiva del rivestimento.

Galleria Vittoria, 100mila euro per la messa in sicurezza

I lavori di messa in sicurezza urgente, per un totale di 15 giorni naturali e consecutivi, che sono già partiti dall'inizio di ottobre hanno previsto l'ispezione dettagliata della volta con l'ausilio di cestelli elevatori, con battitura di tutti i pannelli di rivestimento della galleria al fine di verificarne la tenuta. Un'operazione che è stata effettuata due settimane fa. Questa ispezione si è concentrata non sul rivestimento originario del 1929, ma su quello più recente, che dovrebbe risalire a metà degli anni '60. Quindi, la rimozione dei pannelli che dovessero risultare parzialmente distaccati o che, all'esito della battitura, dovessero mostrare segnali di possibile cedimento. La rimozione di tutti gli elementi di finitura del rivestimento che dovessero risultare non più saldamente solidali ai pannelli. E la rimozione, su ambo i lati della Galleria, di tutti i marmetti di finitura presenti in testa alla zoccolatura in marmo, al fine di ispezionare le staffe metalliche di sostegno dei pannelli che costituiscono il primo filare di rivestimento”.

Ancora, lo smontaggio e la rimozione di tutti i pannelli del primo filare per i quali dovesse risultare non più affidabile la tenuta delle staffe di ancoraggio, nonché l'integrazione delle staffe esistenti con nuovi supporti in acciaio inossidabile di adeguate dimensioni”. Infine, l'esecuzione di saggi, in punti che saranno individuati durante l'ispezione di cui al primo punto, finalizzati a identificare compiutamente il sistema tecnologico utilizzato per l'applicazione dei pannelli di rivestimento e a programmare gli eventuali interventi di fissaggio dei pannelli che dovessero rendersi necessari, ovvero gli eventuali interventi da realizzare medio tempore per aumentare gli standard di sicurezza complessivi della Galleria”.

La volta del tunnel esaminata a mano

Per portare a compimento questi lavori sarà necessario “demolire i rivestimenti in marmo o pietra naturale, per uno spessore massimo di 5 centimetri”. Il materiale demolito non sarà recuperato. Procedere, poi, all'ispezione ed eventuale asportazione delle parti ammalorate della volta, mediante battitura a mano. Per questa operazione, la più complicata e costosa (circa 90mila euro) è necessaria una piattaforma elevatrice. Infine, la demolizione della struttura in calcestruzzo attraverso un martello demolitore meccanico.