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Coronavirus
14 Giugno 2021 15:34

Covid Center campani verso la chiusura, fra indagini in corso e milioni di euro spesi

Campania, calano i contagi da Covid e si va verso la zona bianca. Chiuso il Covid Center di Caserta, che ha dimesso il suo ultimo paziente, anche altre strutture si avviano alla chiusura/riconversione dei reparti. Tuttavia, proprio sui Covid center di Napoli, Salerno e Caserta, dopo l'inchiesta di Fanpage.it, la Procura di Napoli aveva avviato un'indagine che è ancora in corso. Ancora in corso anche l'indagine della Corte dei Conti per danno erariale.
A cura di Redazione Napoli
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Coronavirus

 di Antonio Musella, Gaia Martignetti, Peppe Pace

I contagi da Covid -19 continuano a scendere e la Campania potrebbe, il 21 giugno, passare in zona bianca. Gli ospedali iniziano a respirare e sono molti i reparti Covid che hanno chiuso, dimettendo gli ultimi pazienti. Tra questi c'è l'ospedale modulare di Caserta, voluto da Vincenzo De Luca, insieme a quelli di Napoli e Salerno, per combattere l'emergenza coronavirus. Dei prefabbricati che avrebbero dovuto, all'inizio della pandemia, aiutare la rete dei nosocomi campani. Inaugurati in pompa magna e finiti al centro di un'inchiesta della Procura di Napoli, quelli di Caserta e Salerno non sono mai entrati in funzione se non da metà ottobre, come documentato da Fanpage.it. A inizio ottobre ancora nessun paziente aveva varcato la soglia dei due Covid Center.

Perché questo ritardo per due strutture, che in piena seconda ondata, ma anche durante la prima di marzo 2020, poste accanto ai tre ospedali in altrettanti prefabbricati, avrebbero dovuto aiutare la rete campana così come voluto proprio da Vincenzo De Luca? Gli ospedali di Caserta e Salerno a fine luglio risultavano pagati ma mai entrati in funzione, perché mancava il collaudo. Ma facciamo un passo indietro. Il 17 marzo 2020  viene indetta la gara d'appalto per la realizzazione dei tre ospedali modulari in Campania. Ad aggiudicarsi tutti e tre i lotti e l'azienda veneta Med. La gara dura appena 48 ore, viene indetta il 17 marzo e viene chiusa il 19 marzo. La Med era l'unica azienda ad aver offerto un progetto esattamente uguale alle richieste della Regione Campania, impegnandosi a realizzare i tre ospedali prefabbricati in 18 giorni.

Covid Center, i casi Caserta e Salerno

A Caserta l'area su cui la Med avrebbe dovuto installare i prefabbricati con i posti di terapia intensiva non era di proprietà della Asl. Si trattava di un'area dove sorgeva un parcheggio privato, quell'area entra nelle disponibilità della Regione Campania in un secondo momento, con una requisizione. Il tutto avviene il 6 aprile, quando ormai, trascorsi i 18 giorni, l'ospedale sarebbe già dovuto essere consegnato. Il Covid Center di Caserta, così come gli altri due, secondo il presidente della Regione Campania, sono opere che dovrebbero durare nel tempo. Ma proprio quello di Caserta non potrà certamente, al momento, essere ancora lì. Perché lo strumento della requisizione per pubblica utilità ha una durata limitata nel tempo. L'area, spiegava un'esperta a Fanpage.it un anno fa, "tra 4 anni andrà riconsegnata ai proprietari nello stato originario, quindi senza le opere che sono state costruite sopra". Ora, dopo 8 mesi di utilizzo con lo stesso personale ospedaliero del nosocomio accanto cui sorge, il Sant'Anna e il San Sebastiano, il prefabbricato ha dimesso il suo ultimo paziente. All'interno dell'Ospedale Ruggi d'Aragona è stato realizzato invece il Covid Center di Salerno che, come mostrato da Fanpage.it, a luglio era ancora un'area di cantiere. Anche questo, mai collaudato, non ha ospitato pazienti prima di ottobre. In tutti i Covid Center il personale utilizzato era lo stesso degli ospedali accanto a cui tutt'ora sorgono, chiedendo uno sforzo non da poco a un personale sanitario già stremato. Sul maxi appalto per gli ospedali modulari, costati alla Regione Campania complessivamente oltre 12 milioni di euro, grava anche l'inchiesta della Corte dei Conti. La magistratura contabile ha avviato lo scorso marzo un'indagine per "danno erariale rilevante" nei confronti dei vertici della sanità campana, nominando anche dei consulenti esperti in materia.

A Napoli entro il 10 agosto chiudono i centri Covid

A quanto apprende Fanpage.it sarebbe il 10 agosto 2021 la data entro la quale l'Asl Napoli 1 centro vorrebbe "chiudere", alcune in maniera definitiva e altre in maniera parziale, le strutture dedicate esclusivamente al Covid in città. Dovrebbe chiudere i battenti il Covid Residence, la struttura realizzata all'interno dell'albergo dell'Ospedale del Mare. La foresteria del nosocomio non era mai entrata in funzione, all'inizio della pandemia fu utilizzata come "magazzino" per ventilatori, mascherine, tute e altro materiale sanitario che doveva essere inviato agli ospedali campani. Dopo una ristrutturazione lampo il 21 ottobre 2020 fu trasformato in Covid Residence per ospitare tutti i malati positivi asintomatici per permettergli di svolgere la quarantena in una struttura ospedaliera con assistenza, senza sottrarre ulteriori posti letto negli ospedali.

Dopo 10 giorni alle prime piogge invernali, ci furono infiltrazioni e allagamenti della struttura. Dotato di ben 168 posti letto, il Covid Residence non ha riscosso un grande successo, basti pensare che a dicembre scorso, in pieno picco di contagi per la Regione Campania, ospitava appena 3 persone su base volontaria. Dopo la voragine che si è aperta nel parcheggio dell'Ospedale del Mare lo scorso gennaio, che ha compromesso per diverso tempo la tenuta degli impianti elettrici e idrici dell'intero plesso ospedaliero, il Covid Residence è stato chiuso per alcune settimane. Dal 10 agosto dovrebbe chiudere definitivamente i battenti ed è lecito chiedersi cosa ne sarà della foresteria dell'Ospedale del Mare che era stata costruita per ospitare medici, familiari dei pazienti e personale sanitario proveniente da fuori città. Dovrebbe terminare le attività esclusivamente rivolte alla lotta al Covid anche l'ospedale Loreto Mare. Trasformato in Covid Hospital all'inizio della pandemia, è stato attrezzato con la terapia intensiva e subintensiva per accogliere e curare i malati più gravi. La sua attività è stata costante ed ha raggiunto dei picchi, come nello scorso mese di febbraio, in cui i 50 posti letto disponibili erano praticamente tutti occupati.

Prefabbricato davanti l'ospedale del Mare

Per l'ospedale prefabbricato di Napoli Est, il Covid Center dell'Ospedale del Mare, dovrebbe restare attiva solo la terapia intensiva mentre verranno probabilmente chiuse e ridimensionate le altre postazioni. Senza dubbio è la struttura con la storia più travagliata. Ancora oggi è coinvolta nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli che vede indagati i vertici della sanità campana, tra cui il direttore dell'Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, l'ex presidente di SoReSa, Corrado Cuccurullo, il funzionario del gabinetto di De Luca, Roberta Santaniello e il consigliere regionale Luca Cascone. Le indagini della magistratura si avviarono dopo l'inchiesta di Fanpage.it che dimostrò come i lavori del Covid Center fossero iniziati prima ancora che l'azienda appaltatrice di alcune opere, la multinazionale Siram, fosse contattata per formulare un'offerta ufficiale. Con il passare dei mesi e con l'evolversi della pandemia, il Covid Center ha fatto registrare più di una criticità. Dai ventilatori polmonari con le istruzioni solo in tedesco, che non hanno passato il collaudo, fino alla carenza di personale che rendeva impossibile gestire tutti i 72 posti che erano stati progettati per la struttura. Intanto lo scorso mese di gennaio, alcuni documenti pubblicati proprio da Fanpage.it dimostrarono come l'ospedale prefabbricato sarebbe dovuto rimanere attivo solo per 90 giorni, e i lavori per la sua messa in opera furono svolti senza le opere preventive, ovvero i sottoservizi necessari per il regolare funzionamento della struttura.

La storia dei Covid Center prefabbricati è costituita sicuramente dallo straordinario impegno del personale sanitario che vi ha lavorato all'interno, spesso in condizioni difficili e senza risparmiarsi. Ma anche da buchi neri che la magistratura napoletana sta ancora accertando. La vicenda di queste strutture sembra tutt'altro che chiusa, indipendentemente dalla loro attività.

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