Aumentano i ricoveri in terapia intensiva per il Coronavirus in Campania. Si tratta dei casi con sintomi più gravi, tali da richiedere che i pazienti vengano intubati. Attualmente in tutta la regione sono 19, uno in più rispetto all'ultimo bollettino della Protezione Civile. Ma i posti occupati nelle terapie intensive sono molti di più, perché in alcuni casi vi vengono ricoverati anche pazienti con sintomatologie meno gravi che dovrebbero essere in terapia sub-intensiva, dove però i posti letto sono saturi. All'ospedale Cotugno di Napoli, centro di riferimento regionale per la lotta al Coronavirus, i 16 posti in terapia sub-intensiva sono tutti occupati, mentre in terapia intensiva, su 8 posti ne sono occupati 7, ma solo 2 di questi sono intubati, mentre gli altri 5 sono casi di sub-intensiva. A lanciare l'allarme sulla necessità di avere nuovi posti di terapia intensiva è il governatore della Campania Vincenzo De Luca: “Aumenteremo ulteriormente i posti di terapia intensiva disponibili. Nei mesi scorsi abbiamo realizzato 120 posti in 20 giorni in preparazione di una nuova emergenza, augurandoci che non arrivi. Purtroppo l'Oms ha detto che tra ottobre e novembre si aspetta una ondata pericolosissima di contagi a livello mondiale”. Per Lorenzo Medici, segretario Cisl Fp Campania, “Bisogna reclutare più personale e concentrare le forze sulla medicina territoriale. Il rischio di una nuova emergenza è stata ampiamente annunciata. Non possiamo farci trovare impreparati. I medici e gli infermieri non possono tornare a fare gli eroi in corsia come durante il lockdown con turni massacranti”.

Covid Campania, i posti di terapia intensiva occupati per provincia

Secondo fondi ospedaliere di Fanpage.it, a Napoli, all'ospedale Cotugno i pazienti con Covid19 ricoverati in terapia intensiva sono 7 su 8 posti disponibili. Di questi 2 sono intubati. Mentre in terapia sub-intensiva sono occupati 16 posti su 16, altri 25 sono in ricovero ordinario. Al Covid Center dell'Ospedale del Mare i posti in  degenza occupati sono 23 su 24, mentre sono vuoti sia i 6 posti in intensiva che i 6 posti in sub-intensiva. Al Covid Center del Loreto Mare la terapia intensiva, invece, è chiusa per lavori, mentre ci sono 36 pazienti ricoverati in degenza su 40 posti.

A Caserta al centro Covid di Maddaloni ci sono 4 ricoverati in terapia intensiva su 15. A Piedimonte, non Covid, i ricoverati sono 4 su 7. Ad Aversa, non Covid, sono occupati 8 posti su 8. A Sessa Aurunca, non covid, i ricoverati sono 4 su 4 posti. All'Aorn di Caserta, non Covid, i posti occupati sono 8 su 9.

All'Ospedale Moscati di Avellino non c'è nessuno in terapia intensiva, mentre ci sono 9 ricoveri a Infettivologia. Al San Pio di Benevento 8 ricoverati, e 1 in terapia intensiva.

All'Asl di Salerno, 4 posti occupati su 8, ma a disposizione ci sono altri 4 posti integrati in un'altra palazzina sempre liberi. Secondo i dati aggiornati al 16 settembre, in terapia intensiva ci sono 3 pazienti intubati su 4 posti. Libero 1 posto in terapia intensiva sospetti. Al reparto di Malattie Infettive 19 ricoverati su 19 posti, ma nessuno con ventilazione. In Pneumologia sub intensiva 16 pazienti ricoverati, di cui 5 ventilati. In degenza bassa assistenza 10 ricoverati e 4 posti liberi su 14 posti. Al Pronto Soccorso 3 posti liberi e nessun caso sospetto.

L'allarme: “Serve più personale medico e infermieristico”

“Nonostante gli allarmi che lanciamo da tempo e lo stato di allerta del ministero della Salute – commenta Lorenzo Medici, segretario della Cisl Funzione Pubblica della Campania – ad oggi siamo del tutto impreparati ad affrontare un eventuale picco dei contagi. Non è stato reclutato personale addestrato, ogni azienda si muove in maniera estemporanea senza un collegamento armonico di una visione d insieme. E si usano strumenti inadeguati per le assunzioni che non fanno altro che gonfiare l'esercito di personale precario. Sia chiaro che la stagione degli eroi è finita. Gli operatori della Sanità in Campania hanno già dato tanto, ma non sono più disponibili a sopperire alle inadempienze della politica. Bisogna concentrare le forze sulla medicina territoriale per evitare di congestionare gli ospedali assumendo gli infermieri di quartiere previsti dal Decreto Rilancio dove sono previste 913 unita da assumere”.