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25 Luglio 2022
9:55

“All’ospedale Policlinico di Napoli mancano distributori di bevande, pazienti lasciati senz’acqua”

A Fanpage.it la lettera di un lettore, che denuncia la mancanza di distributori al Policlinico Federico II di Napoli: “Trattamento inumano per i pazienti”.
A cura di Valerio Papadia
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Immagine di repertorio
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Niente distributori di bevande al Policlinico Federico II di Napoli, complesso ospedaliero e universitario che sorge al Rione Alto, zona collinare della città. Ne consegue che i pazienti in attesa per visite ambulatoriali e specialistiche restano senza acqua, nonostante il gran caldo delle ultime settimane. È questa la denuncia che un lettore ha voluto far arrivare con una lettere a Fanpage.it, nella quale ha raccontato la sua esperienza diretta nel nosocomio partenopeo, lasciando trasparire tutta la sua amarezza per l'incresciosa situazione creatasi. Il lettore scrive:

Egregia redazione, vi scrivo questa lettera per far emergere un’insostenibile ed indegna condizione situazione che si presenta in un ospedale Napoletano. Sono un paziente che necessita di una visita ambulatoriale e vorrei condividere con voi la mia esperienza e i miei pensieri di una semplice visita al Policlinico Federico II di Napoli. In fila ad aspettare il turno nell' ambulatorio ne approfitto e cerco un punto ristoro, un distributore, ho sete perché ci saranno 40 gradi e si boccheggia. Giro tra i corridoi ma niente! Chiedendo a un dipendente il quale mi racconta che è da un po' di mesi che i distributori sono stati rimossi e la direzione generale non provvede ad assegnare la gara ad un’altra azienda. Incredulo e rassegnato mi chiedo come sia possibile che in un complesso ospedaliero così grande come il policlinico dove ogni visita diventa l'avventura di una vita non siano previsti i distributori, almeno per l'acqua

Il lettore continua a raccontare la sua esperienza:

Per me è inammissibile che in un contesto sanitario dove la parola d'ordine dovrebbe essere prendersi cura del paziente, mancano i fondamentali dell'accoglienza! Non viene offerta neanche la possibilità di acquistare uno snack oppure semplicemente bere un po’ d’acqua. Non è che si pretenda che l'acqua sia regalata, ma almeno che sia data la possibilità di acquistarla. L'acqua che è il bene primario che non deve mancare a nessun essere umano mentre qui al policlinico viene eliminata. Tra le mura di questa azienda si sospendono i diritti umani basilari. S'innalza la temperatura, le persone che mi circondano sono in palese difficoltà e a me sale la rabbia per queste condizioni disumane. Mi chiedo se dovessi svenire, se qualcuno avesse un malore di chi sarebbe la responsabilità? Chiedo del bar, mi dicono che c'è, ma è troppo lontano da raggiungere a piedi e poi come potrei attendere il mio turno, rischio di finire per ultimo e questa odissea dovrà pur aver fine

Il paziente conclude il suo sfogo sottolineando anche che esporrà la questione all'Asl e agli organi competenti:

Per adesso voglio condividere i miei pensieri nell'attesa di uscire da questo girone infernale, ma certo scriverò in direzione sanitaria e generale denunciando il trattamento inumano che viene riservato ai pazienti di questa struttura ospedaliera

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