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16 Maggio 2022
11:38

A Napoli rattoppate solo le buche stradali del Giro d’Italia: “Per ripararle tutte servono 200 milioni”

L’assessore comunale dopo le polemiche per le strade rattoppate al Giro d’Italia: “Ci sono molti dissesti, ma mancano i fondi”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Strade rattoppate in fretta e furia con l'asfalto a freddo in vista del Giro d'Italia, mentre quelle esterne al circuito dei ciclisti sono rimaste con le buche. Il passaggio della Carovana Rosa a Napoli e nella zona flegrea riaccende i riflettori sui dissesti stradali. A Bacoli uno spettatore è stato immortalato con un cartello dove campeggiava provocatoriamente la scritta: "Tornate, ci sono altre buche da asfaltare", rivolta al passaggio dei ciclisti. Sulla vicenda interviene anche l'assessore alle Opere Pubbliche e alla Viabilità del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza: "Per aggiustare le strade di Napoli – dice in un post su Facebook – servirebbero almeno 200 milioni di euro. Ne avevamo 200mila".

Cosenza: "Troppe strade dissestate, ma mancano i fondi"

Le casse del Comune di Napoli piangono, non da ora. Il Municipio è in pre-dissesto dal 2013, una condizione finanziaria disastrosa che la nuova amministrazione Manfredi ha ereditato e alla quale si sta cercando di porre rimedio, grazie al Patto per Napoli firmato con il Governo Draghi, che porterà oltre un miliardo di euro nelle casse dell'erario cittadino. "Molto simpatico il cartello – commenta Cosenza – Ma è un fatto, ci sono troppe strade dissestate. Poteva essere il Giro d'Italia l'occasione per riparare le strade Assolutamente no!".

"In cassa trovati zero euro per le strade"

"Con la somma modestissima disponibile si poteva fare pochissimo. Ad esempio abbiamo trovato che Napoli aveva zero (si proprio zero) euro nel bilancio che abbiamo trovato e la Città metropolitana destinava per Napoli poco più di 200.000 euro. Per intenderci, per fare la ripavimentazione di viale Virgilio ci vogliono oltre 4 milioni (già finanziati, stiamo preparando il progetto esecutivo). Per Via Posillipo tratto San Luigi – Santo Strato ci sono 7 milioni di Euro (progetto esecutivo in fase di validazione). Per Via Petrarca 4 milioni di euro (progetto esecutivo disponibile, in attesa di finanziamento)".

"Rifatte le strade dove non sono previsti lavori a breve"

"Quale strategia allora? – si chiede l'assessore, che è anche docente universitario e presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli – Con gli organizzatori si è scelto un percorso che fosse decisamente bello ma poco pericoloso. Le cadute rovinose della tappa napoletana del 2013 sono ancora nella memoria. Per non parlare di quello che successe a Roma dove il giro addirittura si fermò. Niente strade con sampietrini. Niente strade troppo dissestate. Dunque con 200.000 euro cosa mai si poteva fare? La strategia è stata la seguente: lavoro dell'intero tappetino dove non sono previsti a breve lavori: è il caso di Via San Gennaro, quella che arriva al confine con Pozzuoli, e che era in uno stato tremendo".

"Lavori di media estensione nelle strade ampiamente dissestate dove in futuro ci saranno finanziamenti. È il caso, a titolo di esempio, di Via Cattolica che stando al margine dell'area di Bagnoli verrà interessata da importanti lavorazioni fognarie. Lavori localizzati, al solo fine della sicurezza del Giro dove sono previste lavorazioni importanti come Via Orazio, Via Petrarca, Via Manzoni. Per questi lavori localizzati hanno lavorato, moltissimo, sei squadre di Napoli Servizi, quindi una società in house del Comune. Sempre e solo con asfalto a caldo".

"Asfalto a freddo solo a Fuorigrotta"

"L'asfalto a freddo – assicura Cosenza – si è usato solo nella giornata di venerdì per piccole sorprese last second, direi solo quella che ho descritto a Via Cavalleggeri. Insomma un lavoro enorme e con pochi soldi. Per un risultato straordinario ai fini della bellezza e, dal mio punto di vista, per la sicurezza del giro: nessuna caduta significativa. Grazie ancora agli uffici comunali ed a Napoli Servizi. Per mettere davvero tutto in buone condizioni, in tutta Napoli, ci vuole ben altro, direi forse 1.000 volte tanto, si proprio "mille". Un piano pluriennale del Comune, in un ambito trascurato da decenni".

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