I vampiri e il Natale: entrambi immortali, anche se in modo diverso. Soltanto a Joe Hill, pseudonimo del figlio di Stephen King, poteva venire in mente di unirli in una storia da capogiro. Si tratta del thriller "N0S4A2 – ritorno a Christmasland". da cui recentemente è stata tratta anche la serie tv statunitense ideata da Jami O'Brien, distribuita in Italia su Prime Video dal 7 giugno. Il titolo è un riuscito riferimento a Nosferatu, il vampiro simbolo del cinema espressionista tedesco. Un caposaldo del genere horror realizzato da Friedrich Wilhelm Murnau nel 1922. "N0S4A2" in inglese si pronuncia proprio "Nosferatu". Una sigla che nel libro gioca un ruolo chiave dato che si tratta della targa personalizzata della Rolls-Royce di Charles Talent Manx, l'"audace minaccia", cioè la macchina che gli permette di portare bambini innocenti in una dimensione parallela dove c'è uno strano villaggio natalizio. A Christmasland, come la chiama Charlie, il divertimento è d'obbligo, ma non esiste alcun limite.

"N0S4A2" di Joe Hill: si torna a Christmasland

Pubblicato nel 2013, il thriller di Joe Hill, "N0S4A2 – ritorno a Christmasland" (edito Sperling & Kupfer), è un appassionante battuta di caccia dove la preda ha forma umana e si chiama Victoria McQueen. Vic è una ragazza intraprendente che ha una strana peculiarità: ritrova le cose perdute o difficili da trovare. Così si imbatte nell'immortale Charlie, riuscendo miracolosamente a scappare dalla sua furia assassina. Charlie si nutre delle anime dei bambini e ha un concetto tutto suo della "felicità". Il libro si apre con una lista di buoni e cattivi. Si sa, a Natale non ricevi niente se non hai fatto il bravo. E chi meglio di Charles Talent Manx può giudicare chi merita i regali e chi no? Non a caso, il "vampiro" si risveglierà dal coma proprio la vigilia di Natale e il suo primo pensiero sarà per il figlio dell'infermiera: "C'è un posto per lui a Christmasland, con gli altri bambini".

A Manx piacevano i bambini. Ne aveva fatti sparire a decine, negli anni Novanta. Aveva una casa alle pendici dei monti Flatirons in cui faceva di loro quello che gli pareva, li ammazzava, poi appendeva decorazioni natalizie alla loro memoria. I giornali l'avevano chiamata la Casa della Slitta. Oh, oh, oh.

Da questo punto in poi è una lunga discesa agli inferi condotta ad un ritmo forsennato. Non c'è spazio per lunghe descrizioni o pause riflessive. Ogni capitolo si apre indicando il posto in cui ci si trova, poi la narrazione parte di colpo, come un fiume in piena. Conta poco il luogo in cui sei quando ad essere importante è soltanto la promessa del luogo in cui sarai: Christmasland, un luogo dove "tutte le mattine è Natale e l'infelicità è contro la legge". Brevi indicazioni temporali cadenzano il tempo che passa, anche in questo caso si tratta di riferimenti concreti che l'autore sfrutta solo per accrescere ulteriormente la suspence. Come "Sparizioni 1991-1996": sai già cosa accadrà, ma non sai quante saranno le vittime e come verranno prese. A pensarci vengono i brividi. E per gli appassionati del genere è puro pane quotidiano, tra pelle d'oca e allucinazioni varie. Seicento pagine di puro terrore accompagnate da semplici disegni dalla grafica essenziale. Alla fine della corsa un'unica certezza: nessun Natale sarà più lo stesso.