È scomparso a 100 anni, Joseph Joe Nissim, leader della Bolton Group, l’azienda dei marchi leader del largo consumo, dall’alimentare ai prodotti per la casa, alla cosmesi, con dodici stabilimenti in molti paesi europei e oltre cinquemila dipendenti. Oltre a Rio Mare ecco Effervescente Brioschi, Chilly, Acqua di Rose, Simmenthal, Bilboa, Vetril, Neutro Roberts e Collistar, Omino Bianco, Bostik, Uhu e tanti altri. Era nato nel 1919 in Grecia. Ebreo, riesce a sfuggire alle persecuzioni naziste e si arruola nell’esercito britannico. Combatte a El Alamein e riceve una medaglia al valor militare. Alla fine della seconda guerra mondiale si traferisce in Italia e mette la sua attività di import-export per prodotti di largo consumo. Considerato un "pioniere del marketing", ha lanciato e reso famosi marchi alimentari e di prodotti della casa fra i più diffusi in Italia (dove il gruppo realizza il 44% delle sue vendite) e in tutto il mondo.  Suoi è uno dei claim pubblicitari più famosi del Dopoguerra: quello per Rio Mare, “il tonno che si taglia con un grissino”. Come riporta Fiona E. Diwan su ‘Bet Magazine Mosaico’, il sito della comunità ebraica, Nissim è stato “un talento imprenditoriale unico e outstanding, in una Italia del Dopoguerra che ancora non sapeva cosa fosse l’imprenditoria e la cultura d’azienda. La storia di un uomo fuori dal comune che è anche un capitolo della storia economica d’Italia, fondatore del Gruppo Bolton, mecenate, grande amante della musica, del golf, della ricerca scientifica”.

Nisim è stato anche membro fondatore della Fondazione ‘Milano per la Scala’, grande sostenitore del Franco Parenti, della Fondazione per la Scuola della Comunità ebraica di Milano, del Memoriale della Shoah di Milano (a lui è dedicato l’Auditorium) e referente per l’Italia del Weizmann Institute of Science. Lascia due figli. Marina, ceo del gruppo Bolton e Gabriele fondatore di Gariwo-Foresta dei Giusti che neanche una settimana fa, dopo il concerto in Duomo per la Giornata dei Giusti aveva parlato di suo padre: “C’è un guglia in Duomo a cui mio padre tiene molto. Sono stato fortunato ad avere un padre come lui, che fu uno dei primi ad avvertire il pericolo del nazismo e a combattere per la libertà. Lo vorrei ricordare oggi perché ha appena compiuto cento anni e mi ha insegnato il gusto della libertà e della responsabilità ad aver coraggio e determinazione”.