È morto la scorsa notte nella sua dorata residenza in provincia di Lucca ad 87 anni, Guelfo Marcucci, capostipite della dinastia di imprenditori del settore farmaceutico e dei prodotti emoderivati. Marcucci nel 1993 fu al centro dello scandalo "sangue infetto" che portò alla luce il sistema con cui farmaci emoderivati e sacche di sangue per le trasfusioni infettate con virus come HIV, epatite C, epatite B, tra gli anni ottanta e novanta, avrebbero portato al contagio decine di migliaia di pazienti in tutta Italia. L'imprenditore era fra i principali imputati del processo "sangue infetto" in corso presso il Tribunale di Napoli. Nell'ottobre di quest'anno la sua posizione fu stralciata a causa proprio a causa delle precarie condizioni di salute dell'allora amministratore dell'omonimo gruppo.

Il processo "Sangue infetto"

Il processo in corso a Napoli contro Marcucci ed altri è iniziato solo nel 2014 a 21 anni di distanza dallo scandalo che portò alla luce tonnellate e tonnellate di sacche di sangue e prodotti farmaceutici contaminati che venivano utilizzati negli ospedali italiani per curare i pazienti affetti da malattie ematiche. Altro imputato d'eccezione nel processo "sangue infetto" è Duilio Poggiolini, l'ex direttore generale del Ministero della Salute negli anni Ottanta e Novanta, per tutti e due l'accusa è di omicidio colposo plurimo. L'iniziale capo d'accusa per Marcucci era quello di strage colposa, ma il reato è andato in prescrizione nel 2007. I prodotti forniti dalle aziende del gruppo Marcucci non venivano controllate dalla direzione del Ministero e venivano immesse direttamente nel sistema sanitario nazionale, incuranti del rischio di contagio. Ancora oggi non esiste un numero preciso degli infettati, perché lo Stato non si è mai dotato di un sistema di screening del fenomeno. Secondo le associazioni delle vittime del sangue infetto, gli infettati sarebbero decine di migliaia, moltissimi dei quali già deceduti, per 25 mila persone è stato dimostrato il nesso causale tra la somministrazione dei farmaci infetti ed il contagio di malattie mortali come l'AIDS, l'epatite B e l'epatite C. Guelfo Marcucci si è sempre dichiarato estraneo ai fatti nel lunghissimo iter che ha contraddistinto il processo che sembra essere un esempio emblematico della lentezza della giustizia nel nostro paese. "Con questa morte si seppelliscono i segreti di questa vicenda" ha detto a Fanpage Andrea Spinetti portavoce del Comitati vittime del sangue infetto. "La giustizia italiana ne esce con un ritratto molto inquietante, che illumina l'incapacità cronica da parte di questo Stato a fare i conti con il proprio passato" ha concluso Spinetti. Il processo riprenderà a Napoli il prossimo 21 dicembre quando si entrerà nella fase dibattimentale; la prescrizione è prevista nell'anno 2026.

L'impero dei Marcucci

I Marcucci, originari della Garfagnana in provincia di Lucca, sono una delle famiglie imprenditoriali più influenti nel nostro paese. I figli di Guelfo, Andrea, Paolo e Marialina, hanno ramificato l'impero economico costruito dal capofamiglia. Alla guida del settore farmaceutico della famiglia oggi c'è Paolo Marcucci, cresciuto nelle aziende del padre ed ora CEO della Kedrion, azienda sempre del settore farmaceutico con sede a Castelvecchio in Pascoli, piccolo comune della provincia di Lucca dove i Marcucci hanno la sede del loro impero. Marialina Marcucci invece, dopo aver partecipato alla nascita della Tv Super Channel poi venduta alla Nbc, è entrata in politica diventando consigliera regionale della Toscana nel 1995, poi Assessore e Vice Presidente della Regione fino al 2000, sempre in quota centro sinistra. Conclusa l'esperienza politica ha fondata la società di servizi e comunicazione Ultima srl è stata presidente della Nuove Iniziative Editoriali, la società che ha controllato per anni il giornale del Partito Democratico "L'Unità" fino al fallimento della testata. Andrea Marcucci invece è in politica fin da giovanissimo, quando nel 1992 a 27 anni divenne il deputato più giovane con il Partito Liberale Italiano, che aveva nell'ex Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, il suo uomo più rappresentativo. Con la seconda repubblica Andrea Marcucci è stato uno degli renziani della prima ora, già sottosegretario ai Beni Culturali del governo Prodi tra il 2006 ed il 2008, viene eletto senatore con il Partito Democratico nel 2008. Viene rieletto a Palazzo Madama nel 2013 ed oggi è presidente della commissione Istruzione e Cultura al Senato.