Giuseppe Giacconi, l'uomo che il 22 aprile dello scorso anno investì e uccise il ciclista Michele Scarponi, vincitore tra le altre gare di un Giro d'Italia, è morto ieri. Il 58enne era alla guida di un furgone Iveco che travolse il corridore mentre si stava allenando. Giacconi, piastrellista molto noto a Filottrano, piccola cittadina nell'entroterra di Ancona, è deceduto ieri a causa di una gravissima malattia che – stando a quanto riportano le cronache locali – aveva deciso di non combattere fino in fondo, probabilmente anche a causa di quel grave incidente di cui in fondo al cuore si sentiva responsabile, un trauma enorme e difficile da sopportare per lui che – tra l'altro – di Michele Scarponi era stato un tifoso oltre che un concittadino. Inutili le parole di conforto dei cittadini, del sindaco di Filottrano e del cardinale Menichelli per lenire anche la profonda sofferenza che affliggeva Giacconi.

Giuseppe Giacconi, malato da tempo, è morto nella sua abitazione. Si estingue con il suo decesso anche il procedimento penale per omicidio colposo a suo carico per la morte di Scarponi. Giacconi era alla guida del Fiat Iveco che centrò in pieno il campione di ciclismo in via dell’Industria il 22 aprile dello scorso anno: l'Aquilia di Filottrano morì sull'asfalto a soli 37 anni, lasciando un vuoto incolmabile tra gli appassionati di ciclismo e gli sportivi. Oltre ad essere un campione, infatti, Michele Scarponi era quanto di più distante dal fuoriclasse altero, dimostrando in molte occasione una grande simpatia. Giuseppe Giacconi lascia la moglie Daniela e la figlia Cristina. I funerali domani alle 14.30 nella chiesa della Propositura. Anche Giuseppe come Michele sarà sepolto nel cimitero di Filottrano.