Nicola Morra, senatore del Movimento 5 stelle e presidente della Commissione parlamentare antimafia, è stato ospite degli studi di Fanpage.it, affrontando varie questioni legate all'attività istituzionale e alla più stretta attualità politica. In merito alla richiesta di audizione del ministro dell'Interno Matteo Salvini presso la Commissione, Morra ha chiarito come questa sia stata più volte sollecitata negli scorsi mesi senza avere risposta:  "Le prime interlocuzioni sono datate 23 dicembre 2018 e poi in tante altre occasioni questa sollecitazione per via informale, ma come vuole la grammatica istituzionale, è stata ribadita. Dopodiché il 7 maggio è stata inviata una mail istituzionale con cui si chiedeva appunto al ministro quando fosse a disposizione della commissione, siamo ancora in attesa". "Poi lascio a voi intendere quale possa essere il pensiero di un presidente della Commissione Antimafia che di fatto a distanza di più mesi ancora non ha ancora avuto modo di interfacciarsi con il ministero degli Interni", conclude.

Sul caso dell'arresto di Paolo Arata, consulente per le questioni energetiche della Lega ed ex esponente di Forza Italia in Sicilia, spiega che si è tratta come minimo di un caso di "superficialità" da parte della Lega e di Salvini, invitando le forze politiche a mantenere una vigilanza più alta nei rapporti che intrattengono a ogni livello: "È difficile che un mafioso provi a infiltrare una forza politica che si candida ad avere l'1% del consenso, è molto più facile che il mafioso provi a infiltrarsi nell'organizzazione politica che si propone come forza di governo della Regione, del Comune o comunque del paese tutto". Ieri è stato poi approvato con il voto fiducia il così detto Sblocca Cantieri, il provvedimento che ha come obiettivo di rimettere in moto la realizzazione delle opera infrastrutturali più o meno grandi nel Paese. Il decreto è stato oggetto di dure critiche da parte di sindacati e associazioni antimafia, preoccupati che con le nuove regole sarà più facile per capitali e aziende sotto il controllo delle mafie infiltrarsi negli appalti. Sul tema Morra ammette che c'è bisogno di una verifica sul campo della nuova normativa, spiegando come c'è bisogno di "combattere le organizzazioni mafiose senza arretrare di un millimetro", e al contempo ascoltare le esigenze di quel mondo dell'impresa pulito che chiede "regole certe e veloci" per poter agire senza essere penalizzati.

Cavallo di battaglia dell'esponente pentastellato, è poi da tempo la necessità di velocizzare la confisca dei beni sequestrati alle mafie: "La vera sfida è innanzitutto accelerare le dinamiche di confisca definitiva, così da permettere che questi beni possano essere concessi all'economia sociale. Nicastri, il cosiddetto signore del vento, colui che era socio occulto di Arata secondo gli inquirenti, è stato oggetto l'anno passato di un sequestro patrimoniale di oltre un miliardo di euro: trasferire queste enormi ricchezze nelle casse spesso vuote degli enti locali e dello Stato non può che essere una buona notizia".

Sul caso dell'inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti dell'azienda veneta Sesa sollevato da Fanpage.it, il presidente della Commissione antimafia è tornato a manifestare vicinanza ai giornalisti di Fanpage.it e preoccupazione per quanto documentato: "Devo apprezzare il fatto che al di là delle parole molto spesso retoriche, ci sono state persone che hanno detto no a un tentativo corruttivo, non soltanto evidente ma soprattutto importante. Abbiamo scoperto che qualcuno cercava di ammorbidire degli operatori dell'informazione che cercavano la verità, se si aggiunge a ciò che uno dei soggetti coinvolti era fino a poche ore fa un consulente di un sottosegretario di Stato, allora la situazione diventa ancora più difficile da spiegare al cittadino comune che pensa che l'istituzione lavori per la giustizia e la legalità".