monica rizzi

L'ordine degli psicologi denuncia l'assessore regionale della Lombardia, Monica Rizzi, perché potrebbe aver vantato titoli da psicanalista pur non avendo mai conseguito l'appropriata laurea. Secondo l'accusa, l'assessore avrebbe partecipato a convegni e sarebbe stata assunta come consulente per il proprio curriculum da psicologa. Dopo la denuncia, l'assessore ha fatto modificare il proprio sito Internet, su cui fino a poche settimane fa si poteva consultare tale curriculum medico. Grazie al ruolo svolto durante la campagna elettorale di Renzo Bossi – detto il “Trota” – per le elezioni regionali del 2010.

La notizia viene riportata da Il Fatto Quotidiano, che già durante la campagna elettorale aveva smascherato l'inesattezza del curriculum vantato dall'allora candidata al consiglio regionale. Tra i titoli vantati vi era quello di “psicologa e psicoterapeuta infantile” con specializzazione nel recupero di bambini abusati. Tra le esperienze lavorative, l'attuale assessore allo Sport dichiara di aver lavorato per dieci anni nel campo del recupero minori in collaborazione con il Tribunale dei minori di Brescia. Ma il suo nome non risulta nell'albo regionale dell'Ordine degli psicologi della Lombardia, né negli altri albi italiani. Il titolo di psicologo è conseguente a una laurea in psicologia e a un tirocinio di un anno, nonché al superamento dell'esame di Stato e all'iscrizione all'Ordine. Esercitare la professione o fregiarsi del titolo di psicologo senza aver seguito il corretto iter è un reato penale.

In qualità di assessore, Monica Rizzi guadagna 12 mila euro al mese. L'ex portavoce della Regione Lombardia, Marco Marsili – rimosso a causa del suo libro sul caso Ruby – ha avvertito l'assessore di “preoccuparsi dell’indagine della Procura della Repubblica di Brescia circa la sua laurea in psicologia” ed è stato da questa querelato. L'avvocato di Monica Rizzi precisa: “L’assessore Rizzi non ha alcuna laurea in psicologia e, dunque, non ha da temere per titoli che non ha mai conseguito e nemmeno mai esibito. Non ha da temere alcuna indagine perché non le consta che la stessa sia esistente e, anche lo fosse, sarebbe pronta in ogni momento a spiegare con serenità qualunque contestazione”. La polemica sulla meritocrazia nelle istituzioni pubbliche si fa sempre più accesa, nel consiglio regionale lombardo siede anche Nicole Minetti – igienista dentale del presidente Berlusconi e indagata per favoreggiamento della prostituzione.