“Abbiamo perso fiducia nell’umanità”. Inizia così lo sfogo su Facebook di Federica Domenicali, infermiera all’ospedale Versilia e mamma di Gabriele (abitano a Querceta, frazione del comune di Seravezza). Il ragazzo martedì sera ha perso il controllo del suo scooter ed è andato a sbattere contro un muretto in via Pontenuovo, a Pietrasanta. Ha una doppia frattura a un piede e dovrà portare il gesso per un mese, “ma vista la dinamica gli è andata bene” spiega la mamma. La donna racconta che “Gabriele si è fatto male da solo, cadendo rovinosamente per terra ed è svenuto per il dolore. Quando ha ripreso i sensi ha provato a chiamarci, ma aveva il telefonino scarico: allora ha cominciato a gridare aiuto, a fare cenno alle auto che stavano transitando nei pressi di fermarsi. A soccorrerlo. Ma nonostante le sue grida e la sua disperazione nessuno si è degnato di fermarsi, di capire cosa fosse successo a quel ragazzino che urlava aiuto abbandonato e a terra sul ciglio della strada”.

 Tutto questo è sconvolgente – racconta mamma Federica –. Forse fra quelli che hanno visto mio figlio lì per terra c’era qualcuno che aveva commentato e condannato il tragico episodio di Roma dove una minorenne è stata violentata ed uccisa nell’indifferenza generale. Ecco, lo stesso comportamento, sia pure con tutte le diversità del caso, è stato tenuto nei confronti di mio figlio: pensarlo su quella strada, da solo, ignorato da chi gli è passato accanto, mi fa rabbrividire. Io capisco la paura, la diffidenza, il timore che un grido di aiuto nasconda altro, ma qui parliamo di un ragazzino solo e ferito che aveva bisogno di essere soccorso e rassicurato. E allora mi chiedo, ma dov’è finita l’umanità. Ma cosa stiamo diventando o forse siamo già diventati. E allora temo che ci sia solo da vergognarsi”.

Gabriele è riuscito ad alzarsi da solo e a trascinarsi verso una casa nelle vicinanze, dove abita un amico. “Già eravamo in pensiero perché non era ancora tornato a casa: quando abbiamo sentito squillare il telefono l’unica cosa che ha contato, è stato sentire la sua voce. Da lì a poco era al pronto soccorso dove ha trascorso la notte – spiega la madre –: adesso è a casa, ne avrà per un po’, ma l’episodio lo ha profondamente turbato. Il fatto che nessuno si sia fermato lo ha ferito. E al tempo stesso è arrabbiato; come possiamo dargli torto? Che fiducia può avere un ragazzino nei confronti del prossimo dopo un episodio del genere”.

Federica Domenicali, ogni giorno, in ospedale, ha a che fare con il dolore e la paura delle persone. “E, nel mio piccolo, cerco sempre di essere di supporto, di comprendere, di stare vicino: è il mio lavoro, certo, ma è anche il modo di essere. E invece, nell’episodio che ha coinvolto nostro figlio, vedo l’indifferenza più totale. L’indifferenza che ci fa diventare ancora peggio delle bestie. E questo non possiamo accettarlo. Non possiamo” conclude.