Uno degli attivisti del centro sociale Cantiere fuori dalla Banca d’Italia
in foto: Uno degli attivisti del centro sociale Cantiere fuori dalla Banca d’Italia

Poteva essere una delle scena della serie tv "La casa di Carta" e invece era il flash mob degli attivisti del centro sociale Cantiere fuori dalla Banca d'Italia di piazza Cordusio a Milano mercoledì 28 ottobre. Con le maschere di Dalì, le stesse indossate dai protagonisti della serie, una banda di rapinatori che ha come unico obiettivo quello di svaligiare la Banca di Spagna e la Zecca. Gli attivisti hanno anche sventolato false banconote da 100 euro al grido "senza soldi non si mangia".

Attivisti vestiti di rosso e con il volto coperto

I manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Cordusio intorno alle 13 vestiti di rosso e con il volto coperto. Una volta davanti alla Banca d'Italia hanno srotolato uno striscione a forma di una banconota con sopra scritto "dovete darci il denaro". Il tutto incorniciato dal fumo dei fumogeni e delle urla di una ragazza che ripeteva: "Senza soldi non si mangia, senza soldi per gli ospedali non si curano i malati, senza soldi per le scuole non possiamo avere un futuro". Il fine dei manifestanti non era quello di svaligiare la Banca come nella serie tv, ma quello di chiedere un "reddito di emergenza" che possa in parte sanare i danni economici provocati dalla pandemia in corso.

La proposta: tassare i ricchi per distribuire un "reddito di emergenza"

Gli attivisti di Cantiere hanno poi spiegato sempre al megafono: "Le persone non sanno come arrivare a fine mese. Il provvedimento decreto ristoro è un inizio ma sono briciole. Dovete darci il denaro, ci spetta perché mandiamo avanti la produzione che a quanto pare in questo periodo è tanto impossibile da fermare". Non solo, poi i manifestanti offrono anche una soluzione per trovare il denaro: "Che vengano tassati i ricchi, quel 20% che da solo detiene il 70% della ricchezza del paese attraverso magari una patrimoniale. Requisendo e redistribuendo i fondi che vanno alla sanità e alla scuola privata. Pensando magari anche a soluzioni come l'8×100, riduzione delle spese militari, degli stipendi dei parlamentari o al profitto di Confindustria". Per Cantiere le soluzioni sono tante e sono tutte in grado di arginare la crisi economica provocata dal virus: "Se lo Stato non è stato in grado di arginare il virus – concludono – di limitare drasticamente la produzione, allora la sua banca deve assicurare reddito e welfare per tutti. Certo la salute è la prima cosa ma senza soldi non si mangia, senza ospedali non si curano i malati, senza scuola non esiste futuro".