Elezioni regionali Lombardia 2023
15 Luglio 2022
13:58

Crisi di governo, cosa succede per le Regionali 2023 in Lombardia? A rischio l’alleanza PD-M5S

Il capogruppo dei 5Stelle giura che la crisi di governo non avrà ripercussioni sull’alleanza con il Pd in Regione Lombardia. Frena il suo collega dem: “Dimostrino discontinuità da Roma”.
A cura di Francesca Del Boca
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Si sente fin da Roma la scossa di Palazzo Chigi, e fa tremare anche le fondamenta del Pirellone a Milano. Mario Draghi ha rassegnato le dimissioni da capo del governo davanti al presidente della repubblica Sergio Mattarella: quest’ultimo le ha respinte e Draghi si ripresenterà mercoledì davanti al Parlamento. Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, nel frattempo, avrebbe chiesto a ministri e sottosegretari del M5s di dimettersi prima delle comunicazioni alle Camere del presidente del Consiglio.

È crisi di governo e quello che accadrà è ancora tutto da vedere. Nonostante ciò, già è possibile valutare quale potrà essere l'impatto di questa bomba politica su un'altra partita aperta, quella delle regionali 2023 in Lombardia. Quali sono gli scenari possibili?

Le ripercussioni della crisi di Governo sulle Regionali

Intanto, decisive saranno le tempistiche del voto nazionale. Se l'attuale esecutivo dovesse crollare, si andrebbe al voto in ottobre. E c'è chi giura che Attilio Fontana, attuale governatore regionale in quota Lega, sarebbe pronto a dimettersi prima della scadenza naturale del 2023 pur di anticipare il voto lombardo e farlo così coincidere con quello nazionale, in modo da favorire il centrodestra.

Una corsa con il fiatone verso il traguardo, senza dubbio, visto che al momento da ambo le parti non si intravede nemmeno il nome del candidato presidente. In pole position per il centrodestra c'è quello di Attilio Fontana, incalzato però da una big come Letizia Moratti, che sarebbe disposta anche a metterci del proprio (patrimonio) per ottenere il posto di candidata governatrice. E sebbene Salvini si sia buttato, lanciando la candidatura ufficiale del proprio esponente, temporeggia per ora il resto della compagine.

Peggio che andar di notte dall'altra parte. Auto-eliminatosi Beppe Sala, il sindaco meneghino che metteva d'accordo tutti, adesso nel buio brancolano i nomi di Carlo Cottarelli (che nega in ogni maniera possibile di aver ricevuto proposte dal Pd, anche se nel partito si dice che abbia già incontrato Enrico Letta e stia perfino studiando vari dossier) e Bruno Tabacci. Ma la strada, pare, sarà ancora lunga.

Scricchiola l'alleanza Pd-M5S

In caso di crisi di governo, può succedere anche che si voti alle Politiche in ottobre e nella primavera del 2023 in Regione. Ma in questa eventualità, più che mai, si pone un problema politico. Un tema di alleanze. Il patto politico che sta alla base dell'esecutivo si è incrinato, colpito dal Movimento 5 Stelle che, ora come ora, è tra i più validi alleati del Pd. Sarà così anche in futuro?

"Con il Partito Democratico abbiamo un sodalizio su temi comuni, abbiamo sempre lavorato in maniera proficua. Formiamo una coalizione di centrosinistra progressista che si oppone a una destra che sta qui da quasi trent'anni", ha commentato il capogruppo del M5S in Lombardia Nicola Di Marco. "Al momento non vedo ripercussioni in futuro. Quello nazionale e quello regionale sono due piani diversi". Insomma, c'è sintonia, si lavora bene insieme. In poche parole: squadra che vince non si cambia.

"Vero, però l'atteggiamento del Movimento a livello nazionale non può lasciarci indifferenti. Se si andrà avanti con questa crisi, ci saranno sicuramente delle ricadute anche qui. Le cose si potrebbero complicare". Di avviso opposto l'omologo del Pd in Regione, il capogruppo dem Fabio Pizzul. "Nel caso, i Cinque Stelle dovranno dimostrare discontinuità da Roma, e prendere le distanze da questo atteggiamento poco pragmatico, irresponsabile, solo ideologico".

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