20 Maggio 2022
19:21

Costretti a spogliarsi e a fare piegamenti: così sono stati perquisiti 3 attivisti accusati di aver imbrattato muri

Nove attivisti nella giornata di ieri, giovedì 19 maggio, sono stati perquisiti per degli imbrattamenti su dei palazzi di Milano. Uno in particolare – accusato di aver imbrattato un edificio dell’azienda Gazprom – è stato fatto svestire e gli è stato chiesto di fare dei piegamenti sulle ginocchia: “Era impaurito e arrabbiato”, spiegano a Fanpage.it.
A cura di Ilaria Quattrone
(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

Alle 6.30 di giovedì 19 maggio, nove attivisti – che fanno parte di diversi collettivi e centri sociali di Milano – sono stati perquisiti su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo meneghino. Un'azione che, in un caso particolare, è stata particolarmente eccessiva: uno dei ragazzi è stato sottoposto a una perquisizione personale: in base a quanto apprende Fanpage.it, è stato infatti fatto spogliare completamente e obbligato a dei piegamenti sulle ginocchia.

Le denunce e le perquisizioni

Su nove attivisti, tre fanno parte del centro sociale "Lambretta" e dei Friday's For Future. Nel loro caso specifico, le perquisizioni arrivano dopo la denuncia presentata dall'azienda Gazprom in seguito all'imbrattamento e al sabotaggio con dei fumogeni delle videocamere del palazzo Centrex a Milano – azienda concessionaria di Gazprom – avvenuto il 19 marzo scorso. Gli altri sei sono accusati per una condotta simile avvenuta a novembre 2021 che però non ha nulla a che vedere con Gazprom. Per tutti loro, la Procura di Milano ha emesso decreti di perquisizione domiciliare e personale. A tutti sono stati sequestrati vestiti, telefoni e altri oggetti come le bandiere della pace. 

Il racconto di uno dei ragazzi perquisiti

Uno dei tre ragazzi del Lambretta perquisiti è stato contattato da Fanpage.it. J., 29 anni, ha raccontato del momento in cui si è ritrovato nella sua abitazione ben sei carabinieri: "Mi hanno detto che dovevano perquisire casa mia perché ero sotto indagine. Nel mio caso – spiega a Fanpage.it – la mia perquisizione si è svolta con una certa linearità". I militari, oltre ai vestiti, gli hanno portato via il cellulare: "Una cosa che mi ha impedito di lavorare". J. ha provato a mettersi in contatto con gli avvocati, ma nel momento in cui non gli hanno risposto, gli è stato impedito di contattare altre persone: "Io so di aver diritto a una chiamata vera e propria. Nel senso a una telefonata, in cui ricevo anche una risposta. Dopo che gli avvocati non mi hanno risposto, inizialmente non mi è stato permesso di farne un'altra. Poi io mi sono opposta e alla fine sono riuscito a chiamare un amico".

"Era molto impaurito e arrabbiato"

Nel caso di J. non è stata prevista una perquisizione personale. Ha però spiegato a Fanpage.it cosa il suo amico e collega del "Lambretta" ha dovuto subire: "Era molto impaurito e arrabbiato". I vari centri sociali e associazioni hanno poi sostenuto che ci sarebbero state delle pressioni esterne – forse dalla stessa Gazprom – proprio per queste perquisizioni: "Pressioni delle quali però per il momento non abbiamo le prove".

L'avvocato a Fanpage.it: "Eccesso di zelo"

Ovviamente, dopo quanto accaduto, I tre giovani del Lambretta hanno affidato il tutto nelle mani del loro legale, Mirko Mazzali. Anche lui raggiunto da Fanpage.it ha ritenuto eccessiva l'azione portata avanti dai carabinieri: "È chiaro che – spiega a Fanpage.it – se fatta per cercare droga, ha senso che vada come sia poi andata. Diverso se è stata fatta per cercare del materiale informatico che poi è stato sequestrato. C'è stato un eccesso di zelo assolutamente non giustificato dal provvedimento di perquisizione e sequestro disposto dal pubblico ministero".

I carabinieri informano la Procura di Milano

In conseguenza all'attenzione mediatica che si è accesa sul caso, è stato comunicato che "i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno informato la competente Procura della Repubblica in ordine alle lamentele esternate ai media a seguito dell’esecuzione della perquisizione. Le conseguenti attività di verifica saranno effettuate sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria".

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