Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo
10 Dicembre 2021
20:15

Caso Adriatici, la teste: “L’ex assessore ha sparato quando si stava rialzando. Youns era davanti a lui”

Durante l’incidente probatorio, una testimone ha raccontato al giudice di aver visto l’ex assessore Adriatici “sparare quando si stava rialzando”.
A cura di Ilaria Quattrone
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Voghera, l'assessore leghista Massimo Adriatici spara e uccide un uomo

Nella mattinata di oggi, venerdì 10 dicembre, si è svolto l'incidente probatorio a Pavia per il caso Adriatici, l'ex assessore di Voghera accusato di aver sparato e ucciso un 39enne. A essere stata ascoltata è una ragazza di 21 anni che quella sera si trovava con il suo cane proprio nella piazza dove è morto Youns El Boussettaoui. La 21enne avrebbe raccontato di aver visto l'ex assessore sparare quando si stava rialzando da terra: "Il ragazzo marocchino era in piedi davanti a lui".

Il racconto della 21enne

La 21enne, ascoltata dal giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Lapi, ha raccontato che in città tutti erano a conoscenza dei problemi di salute del 39enne. La giovane ha raccontato di aver visto quella sera l'ex assessore vicino al bar e di aver notato che fosse sempre al telefono. Dopo la colluttazione, ha affermato di non aver visto nulla nelle mani del 39enne anche dopo che questo aveva colpito Adriatici. Dopo lo sparo, la 21enne ha spiegato che l'ex assessore avrebbe messo in tasca la pistola e avrebbe continuato a usare il telefono.

Stando a quanto riportato dal quotidiano "La Repubblica", gli avvocati dei famigliari di Youns, Debora Piazza e Marco Romagnoli, hanno chiesto alla giovane se in questo ultimo periodo alla 21enne – in vista della sua testimonianza – fossero arrivate pressioni o minacce. La ragazza ha dichiarato di no. Allo stesso tempo ha spiegato che la madre avrebbe ricevuto delle telefonate, alle quali non ha risposto, ma che l'hanno preoccupata. Il pubblico ministero, Roberto Valli, ha invece chiesto se la ragazza sia stata contattata dagli avvocati difensori della famiglia di Youns. Anche in questo caso, la 21enne ha negato.

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