Annullata multa al 15enne con autismo salito sul bus senza tessera disabilità, la mamma: “Non era questione di soldi”

Lo scorso martedì 3 marzo un 15enne era stato multato perché salito a bordo di un pullman senza avere con sé la tessera che attestava la sua condizione di disabilità. Il ragazzino, che ogni mattina parte da Maclodio con il trasporto pubblico per andare a scuola a Brescia, aveva portato solo il codice fiscale e la fotocopia della carta d'identità. Secondo il controllore, quei documenti non erano sufficienti e, per questo motivo, lo aveva sanzionato con una multa da 35 euro. A seguito della denuncia pubblica di quanto accaduto portata avanti dalla madre del 15enne, il gruppo Arriva Italia che gestisce la tratta ha "ritenuto opportuno procedere all'annullamento del verbale".
La società di trasporti ha inviato una lettera alla madre del 15enne, nella quale ha spiegato che "l'intenzione del controllore non era di riservare al ragazzo un trattamento non corretto" e che "le procedure di verifica vengono effettuate secondo precise direttive senza differenziazione alcuna tra i passeggeri". In questo caso, ha affermato ancora il gruppo Arriva Italia, "eventuali situazioni particolari possono essere riconosciute dal personale solo quando vengono esibiti specifici titoli di viaggio o documentazioni rilasciate dagli enti competenti".
Effettivamente quel giorno il 15enne aveva dimenticato a casa la tessera che attesta la sua condizione di disabilità, in particolare un disturbo di secondo livello dello spettro autistico, perché "finita in lavatrice". Tuttavia, ha ribadito la madre, il controllore avrebbe potuto comunque verificare le condizioni del ragazzo, "dato che aveva con sé i documenti d'identità e da quelli si può risalire alla disabilità".
Dopo quell'episodio, i genitori del 15enne avevano inviato una pec alla società di trasporti, la quale aveva risposto che avrebbe avviato verifiche interne. Queste, ha spiegato ancora il gruppo Arriva Italia, hanno portato alla dimostrazione "dell'effettivo diritto ragazzo a viaggiare a bordo dei nostri mezzi" e, per questo motivo, "l'azienda ha ritenuto opportuno procedere all'annullamento del verbale". Per la madre del 15enne, però, non è mai stata "una questione di soldi. Quello che è successo ha fatto stare molto male, inutilmente, mio figlio ed è proprio questa ingiustizia subita che ho deciso di non lasciar perdere".