AGGIORNAMENTO: Un altro gommone si torva in questo momento alla deriva nel Mediterraneo. È lo stesso ministro degli Interni Matteo Salvini a confermarlo: "C'è un barcone in acque maltesi. Ho già dato indicazioni. Non voglio vederlo neanche da lontano con il cannocchiale. Interverranno i maltesi". ha detto il vicepremier leghista prima di partecipare alla trasmissione ‘Pomeriggio 5' su Canale5 nel corso di una diretta Facebook, dagli studi Mediaset.

Non si arrestano intanto gli arrivi dalla Libia nelle coste italiane: alle 4 di questa mattina 57 uomini e una donna sono sbarcati a Lampedusa, a Porto Salvo. L'imbarcazione è stata avvistata davanti alle coste dell'isola dalla Guardia di finanza e dalla Capitaneria di porto. Due motovedette hanno accompagnato, scortandoli, i migranti fino alla banchina. I profughi provengono da Marocco, Algeria, Siria, Libia, Gambia e Bangladesh. Sono stati tutti identificati e trasportati all'hotspot dell'isola dai soccorritori.

Ieri pomeriggio l'ong tedesca Sea Watch ha accusato la Marina militare italiana di non aver risposto alle richieste di aiuto di un gommone in difficoltà con 80 persone, e ha fatto sapere di aver avvistato migranti in mare aggrappati a un tubolare sgonfio. La notizia era stata confermata anche dal call center per i migranti, Alarm Phone, che ha parlato di un barcone che imbarcava acqua e di persone nel panico. La Marina militare si è difesa su Twitter, spiegando di aver risposto al messaggio di ‘Mayday Relay' inviando un elicottero di soccorso, mentre i naufraghi sono stati recuperati dalla Guardia costiera libica e portati nel Paese nordafricano, dove sono stati condotti nelle carceri. "Mentre le navi delle ong sono in catene, i nostri aerei testimoniano un'altra tragedia del Mediterraneo – ha twittato Sea Watch – Persone in acqua, in fuga dalla Libia, su un gommone in affondamento. I sopravvissuti sono stati riportati all'inferno".

Il Matteo Salvini, commentando la notizia, ha attaccato l'organizzazione umanitaria: "Io accetto tutto, ma questo proprio no. Nessuno può mettere in discussione la correttezza, la capacità e la lealtà della Marina Militare italiana, che nel caso specifico era a molte miglia dal gommone. E a differenza di quella Ong sa che cosa significa operare nella legalità". Per gestire il problema secondo Salvini "serve la collaborazione di una nuova Europa. Il voto non è mai stato tanto importante", ha detto riferendosi al voto del 26 maggio per le elezioni europee 2019.

In tutto sono stati 290 i migranti tratti in salvo ieri in tre operazioni condotte dai libici a est di Tripoli. Lo riferiscono due post Facebook pubblicati la notte scorsa dalla Guardia costiera libica, riferendo che non ci sono stati annegamenti. La cifra è superiore di quasi quaranta unità rispetto a informazioni ufficiose circolate nel tardo pomeriggio. Un totale di 203 migranti sono stati recuperati su due gommoni "a Nord di Zliten" sulla base di una segnalazione ricevuta alle 10, precisa un post, riferendo che la motovedetta ‘Sabratha' si "è diretta immediatamente" in zona. I due gommoni "in cattive condizioni" distavano "quattro miglia" l'uno dall'altro: i migranti "chiudevano aiuto e attendevano di essere salvati", aggiunge il post, senza chiamare in causa altre navi che avrebbero potuto intervenire o meno. Il terzo intervento, col salvataggio di 87 migranti, è stato invece compiuto dalla motovedetta "Fezzan" "a nord di di Gasr Garabulli" seguendo un sos ricevuto alle 14:25.