"Conte ha deciso di confermare il suo viaggio a Parigi per incontrare Macron. Mi auguro che non sia per confermare una amicizia tra le due Nazioni che non c'è ormai dal 2011. Da quando il Napoleone da operetta Sarkozy ha attaccato Gheddafi per togliere all'Italia il rapporto privilegiato con la Libia per l'approvvigionamento energetico, creando il caos che è all'origine dell'invasione di clandestini". Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, ha commentato così la fine dello scontro tra il presidente francese Macron e il governo italiano sulla vicenda Aquarius: il premier Conte ha annunciato che volerà domani a Parigi, dopo la fine delle ostilità con i francesi, grazie a una telefonata riparatrice avvenuta nella notte. "Il caso è chiuso, ora bisogna cambiare il trattato di Dublino. La soluzione della questione immigrazione non può essere demandata solo all'Italia. Ne parleremo nell'incontro di domani", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Da parte dell'Eliseo non sono pervenute scuse ufficiali, ma il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato: "Mai fatto dichiarazioni con l'obiettivo di offendere il popolo italiano". 

"Da quando la Francia ha sfruttato i governi fantoccio della sinistra per saccheggiare le imprese strategiche italiane, e provare, con la complicità di Renzi e Gentiloni, a prendersi parte delle nostre acque territoriali. Da quando la Francia ha iniziato ad avere un atteggiamento apertamente ostile nei confronti dei nostri interessi nazionali. Mi auguro che Conte vada a Parigi per dire chiaramente che la musica è cambiata. Altrimenti meglio che rimanga in Patria", ha detto Giorgia Meloni. Conte ha fatto sapere che a Parigi chiederà la collaborazione e la solidarietà da parte dell'Ue sulla questione migranti.

In un'intervista a un Giorno da Pecora su RadioRai la leader di Fdi ha sottolineato: "Io avrei richiamato l'ambasciatore dopo quelle dichiarazioni". Rivolgendosi alla Francia ha ribadito: "Macron, silenzio, cortesemente, silenzio. Noi non siamo una loro colonia, non possiamo essere trattati così". Meloni ha criticato poi il premier dell'esecutivo giallo-verde: "Oggi le decisioni le prendono Salvini e Di Maio, non Conte. L'impressione è che non è lui che decide".