Dopo la retata dello scorso venerdì al campo dell'associazione Baobab Experience alle spalle di stazione Tiburtina, molti dei migranti presenti hanno deciso di andarsene da Roma. Si tratta di cittadini eritrei, molti dei quali sbarcati dalla nave Diciotti, che hanno scelto di abbandonare la capitale dopo l'operazione, diretti con tutta probabilità in altri paesi dell'Unione Europea. Di questi 34 sono stati identificati a Ventimiglia, dove sono arrivati a bordo di un pullman affittato proprio dall'associazione che da anni si occupa dell'accoglienza dei migranti in transito per la capitale.

“Rivendichiamo come Baobab Experience di aver affittato un pullman per consentire a un gruppo di migranti eritrei di spostarsi da Roma al campo della Croce Rossa di Ventimiglia in condizioni di sicurezza – spiega Andrea Costa, uno dei responsabili dell'associazione contattato al telefono da Fanpage.it – In tutto a bordo hanno viaggiato 48 persone, uomini, donne e minori, di cui molti sbarcati dalla Diciotti. Persone fragili, provate dal viaggio e dalle torture in Libia che abbiamo scelto di proteggere dalla pressione dei media, dalle manifestazioni xenofobe e dal rischio della violenza dei neofascisti".

"Avevano bisogno di un altro sostegno e allora ci siamo organizzati per portarli qui perché ci battiamo per la libertà di movimento di tutte e tutti, non solo nel territorio italiano. – prosegue Costa – Cosa hanno intenzione di fare non lo sappiamo, crediamo che vogliano continuare il loro viaggio verso la Francia, la Germania, l'Olanda. Quel che è certo è che hanno diritto di muoversi liberamente nel territorio italiano, ma neanche i migranti vogliono stare qua, siamo un paese di transito. Vogliamo anche sottolineare come proprio oggi l’Onu ha annunciato l'invio di ispettori in Italia perché è un paese a rischio per l’incolumità dei migranti e dei rifugiati. Noi invece facciamo parte della grande rete di protezione attorno a queste donne e questi uomini ed è inutile provare a fare nuove polemiche politiche su questo viaggio, crediamo di essere nel giusto e continueremo ad aiutarli nel loro viaggio senza preoccuparci di dove desiderino arrivare".