In tanti spiegano che si tratta di antichissime usanze tribali locali, ma sta facendo molto discutere in sud Sudan il caso di una giovane 17enne residente in un villaggio della regione dei Laghi del Paese africano messa all'asta dalla propria famiglia per darla in sposa al miglior offerente e letteralmente ceduta in cambio di 500 mucche,  tre auto e una somma di un milioni di scellini kenioti, (circa 8mila euro). Come raccontano i giornali locali, la "competizione" per avere la ragazza di nome Nyalong Ngong Deng era partire nelle scorse settimane ed aveva visto ben sei pretendenti affrontarsi a colpi di rilanci, tutti sconosciuti alla giovane.

Alla fine nessuno sarebbe riuscito a battere l'offerta di un noto magnate della zona, Kok Alat. Tra i concorrenti pare ci fosse tra gli altri anche  l'ex commissario di Awerial, dove vive la 17enne, e l'attuale vice governatore della regione dei Laghi. Personaggi noti che hanno richiamato l'attenzione dei media e ma anche delle associazioni che si battono per i diritti delle donne nel Paese che hanno equiparato la pratica alla mercificazione delle donne e ora chiedono che le persone  coinvolte, compresi i familiari della 17enne, siano indagate e affrontino la legge per aver violato i diritti umani. "La pratica, sebbene faccia parte della cultura dei queste popolazioni, equivale alla mercificazione delle donne, rappresenta una grave violazione dei diritti umani e viola i diritti di una ragazza, privandola non solo  del diritto di scegliere, dell'educazione delle opportunità future nella sua vita ma aumentando anche il rischio di violenza" affermano le associazioni, ricordando che  il coinvolgimento di personaggi noti e con ruoli nelle istituzioni locali è ancora più grave. "Devono essere sospesi dal loro incarico e indagati così come chiunque sia coinvolto in questa vendita all'asta" hanno concluso