"Il governo in questa permanente campagna elettorale fa un po' come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere gli applausi ma sta facendo affondare la nave". A pronunciare queste parole è stato Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, durante la manifestazione dei metalmeccanici a Milano. Oggi è una grande giornata di sciopero per la categoria, sono stati organizzati cortei e manifestazioni simultanee a Napoli, Firenze e Milano. Lo slogan, che accompagna lo sciopero di 8 ore dei metalmeccanici, è "futuro per l'industria", per chiedere a governo e imprese di rimettere al centro lavoro, industria, salari e diritti. Le iniziative sono state promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil. Le tre sigle sindacali hanno sostenuto un percorso unico, partito da piazza San Giovanni a Roma il 9 febbraio scorso e che, al momento, dovrebbe chiudersi il 22 giugno a Reggio Calabria.

I sindacati chiedono il rilancio degli investimenti pubblici e privati e il sostegno all'occupazione, denunciando "la mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale" nel Paese, che sta diventando un territorio di conquista delle multinazionali. Poi chiedono più salute e sicurezza, dicendo basta agli incidenti e alle vittime sul lavoro. In Italia è un periodo di fuoco, contraddistinto da crisi industriali e vertenze. Gli ultimi casi sono Whirlpool a Napoli e l'ex Ilva in Puglia. La Fim ha calcolato che, a seconda dell'esito delle vertenze in corso, tra gli 80mila e 280mila lavoratori potrebbero perdere il posto.

Sul caso Whirlpool è intervenuto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: "Il primo passo che ha fatto il Governo va bene ma non basta, perché se la Whirlpool ha preso 200 milioni e passa negli anni, se ne facciamo restituire loro solo 5 li avranno messi nel conto. Bisogna che restituiscano il maltolto, che sono tutti i 200 milioni che si sono presi nel tempo". Mentre la leader della Fiom, Francesca Re David, ha puntato il dito contro la "desertificazione industriale al Sud" e i "salari troppo bassi".