Che si tratti di una svista o di un errore bello e buono non è dato sapersi, ma di certo quella che ha fatto il Miur sulla traccia dell'analisi del testo L'agave sullo scoglio di Eugenio Montale, proposta nel corso della simulazione della prima prova dell'esame di Maturità 2019, svoltasi oggi, martedì 26 marzo, è una vera e propria gaffe. Ad accorgersene per primo, si legge sul Tirreno, sarebbe stato un professore massese, Carlo Paolini, ma la notizia è stata ben presto ripresa da tutti i giornali e ha fatto il giro dei gruppi Facebook degli studenti che il prossimo 19 giugno dovranno affrontare il tanto temuto esame di Stato. Il chiacchierato abbaglio è nella nota a piè di pagina della poesia di Montale, scelta per la tipologia A delle tracce, quella relativa all'analisi del testo, dove l'aggettivo "rabido" viene tradotto erroneamente come "rapido" invece di "rabbioso".

In altre parole, il vento raccontato da Montale nella poesia contenuta nella famosa raccolta "Ossi di Seppia" del 1925 non è rapido, anche se i due termini sono molto simili per assonanza, ma è furioso, pieno di ira. L'aggettivo "rabido" ha, infatti, la sua radice nel sostantivo stesso, rabbia, come conferma la ricerca del significato del termine su qualsiasi vocabolario. Tuttavia, si sottolinea, l'errore non cambia sostanzialmente il significato della poesia e del verso anche se ne suggerisce una diversa sfumatura, più profonda e spaventosa, rispetto all’utilizzo della parola rapido. Non è la prima volta che succede un episodio simile. Già dopo la prima simulazione della seconda prova, quella d'indirizzo, tenutasi alla fine dello scorso febbraio, è stato segnalato un errore nella versione di latino del liceo classico, dove gli esperti del Miur, nell'introduzione al brano di Tacito tratto dagli Annales hanno confuso la madre di Tiberio con la nuora.