Passata la tempesta, il governo torna a discutere dei prossimi passi da seguire. E la priorità, stando alle ultime dichiarazioni dei due vicepresidenti del Consiglio, sembra riguardare le nomine. A partire da quella del prossimo ministro delle Politiche europee, poltrona rimasta vacante dopo l’addio di Paolo Savona al governo per passare alla guida della Consob. È il leader della Lega, Matteo Salvini, a chiedere con forza la nomina del nuovo ministro: “Sarebbe importante. Non mi interessa di che colore, ma mentre sta nascendo la nuova Europa, la nuova Commissione, il nuovo Parlamento e la nuova Bce, avere scoperto il ministro delle Politiche comunitarie, perché il professor Savona e andato alla Consob, non mi sembra utile”. Per questo motivo il ministro dell’Interno chiederà “al presidente del Consiglio che venga nominato il prima possibile” il nuovo ministro.

La volontà di Salvini sembra essere condivisa anche dal capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Il ministro del Lavoro assicura che durante l’incontro di ieri con il ministro dell’Interno non c’è stata alcuna discussione su ruoli e rimpasti”. Però afferma anche, a Radio 24, che bisogna “nominare assolutamente” il ministro delle Politiche Ue: “Credo che nelle prossime settimane individueremo sia il ministro sia i sottosegretari da rimpiazzare”. Il riferimento – avendo escluso l’ipotesi di rimpasti di governo – è ai due sottosegretari leghisti ai Trasporti, Armando Siri ed Edoardo Rixi, che hanno lasciato la loro carica per due diverse inchieste giudiziarie.

Le priorità del governo, comunque, secondo Salvini, rimangono altre. A partire dal “taglio delle tasse”: per il ministro dell’Interno “tutto il resto può aspettare”. Ma nel ‘resto’ c’è anche la trattativa con Bruxelles per il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia: “Sono un po' preoccupati a Bruxelles perché forse per la prima volta nella storia in Italia non c’è un governo che andrà là con il cappello in mano, ma andrà a difendere gli interessi nazionali dell'Italia, a partire dall'agricoltura”. Altro tema affrontato da Salvini è quello di un’ipotetica uscita dall’Euro, che secondo quanto garantisce il leader leghista “non è minimamente nei nostri programmi e nelle nostre intenzioni”.