"Nell'Aula di Strasburgo bifolchi e buzzurri hanno insultato un Paese, alla faccia dei liberal…", ha detto Matteo Salvini a Montecitorio, tornando sulle frasi di ieri di Guy Verhofstadt contro il premier Conte e contro il governo italiano. Per il capogruppo all’Europarlamento dei Liberaldemocratici dell’Alde, il presidente del Consiglio sarebbe solo un burattino nelle mani dei due vicepremier: "Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Matteo Salvini e Luigi Di Maio?", ha detto ieri Verhofstadt all'Europarlamento."Burocrati europei, complici del disastro di questi anni, osano insultare il governo ed il popolo italiano. Vergognoso. Consiglierei a quei signori di preparare gli scatoloni, perché il 26 maggio i cittadini li manderanno democraticamente a casa", ha replicato Salvini in un post su Facebook, facendo riferimento alle elezioni europee di maggio 2019.

Sulla questione è intervenuto oggi anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, con un tweet: "Verhofstadt ‘ama' così tanto l’Italia che ha votato oggi per il taglio dei fondi europei…all’Italia!". E ancora, in una nota: "Non puoi essere al servizio dei cittadini e contemporaneamente essere pagato dalle multinazionali. Questo gigantesco conflitto di interessi deve finire. Come dimostra uno studio commissionato da tre ONG europee Friends of the earth Europe, Corporate Europe Observatory e LobbyControl, Verhofstadt fa parte di ben sette fra Comitati e consigli di amministrazione, incarichi che gli portano in tasca un reddito complessivo non inferiore a 12.003 euro al mese, inclusi i compensi che provengono da due grandi società belghe, Exmar e Sofina. Quest’ultima è cliente del gigante energetico francese GDF-Suez, la multinazionale del cibo Danone e la catena di grande distribuzione belga Colruyt. Per chi lavora davvero Verhofstadt?" si chiede l’europarlamentare del Movimento.

"Ecco un caso concreto, evidente, fastidioso del doppiopesismo del M5S. Oggi fanno le verginelle perché Guy Verhofstadt ha chiamato il presidente Conte burattino di Salvini e Di Maio. Abbiamo ancora nelle orecchie le migliaia di ingiurie che i 5 stelle hanno rivolto al mondo intero per anni. Ed il loro degno compare Salvini che dette dell'ubriacone a Junker. Incredibile ora fa l'offesa anche Paola Taverna, ma voi lo ricordate il linguaggio abituale di Paola Taverna? Roba da matti" è il commento su Facebook del presidente del Gruppo Pd al Senato Andrea Marcucci.