Non si è fatta attendere la replica degli esponenti del Partito Democratico alle accuse di Luigi Di Maio, secondo il quale l'entrata dell'Italia nella fase di recessione è dovuta ai governi precedenti, che avrebbero mentito agli italiani parlando di crisi ormai alle spalle. Se Paolo Gentiloni ha risposto con un post sarcastico pubblicato sui suoi profili social (con tanto di boom di condivisioni e like), Matteo Renzi ha invece scritto una lunga e articolata lettera al direttore del Corriere della Sera.

L'ex segretario del Partito Democratico considera "clamorosamente falsa" la lettura di Luigi di Maio e fa un lungo elenco dei risultati raggiunti dal suo esecutivo e da quello di Paolo Gentiloni, "che si è mosso in continuità". Anche sul versante occupazionale, Renzi ritiene che quella del Movimento 5 Stelle e della Lega sia solo propaganda, considerato che il dato degli occupati è rimasto sostanzialmente stabile dopo mesi di aumento. E attacca: "Non chiedo che Di Maio capisca i dati, ma sarebbe utile almeno che li leggesse. Perché parlano chiaro".

La chiosa è un atto d'accusa nei confronti delle scelte operate in questi mesi:

Se il governo vuole cambiare strada, abbia il coraggio di fermare le barocche procedure del reddito di cittadinanza con l`assunzione di diecimila navigator che rischiano di diventare come i forestali della Prima Repubblica. E si usino i soldi del reddito per abbassare le tasse. Si aprano i cantieri a cominciare dalla Tav.

Questo Governo sta facendo scelte drammatiche, a cominciare dalla pavida posizione di terzietà sul Venezuela. Sta creando tensioni con l’Europa per qualche decina di migranti scappati dalla fame e dalla guerra. Ma sta anche mettendo in ginocchio l’economia italiana. I numeri ci dicono chiaramente chi è responsabile di questo sfacelo. La propaganda non può arrivare al punto da negare la realtà.