"L'incondizionata libertà di stampa costituisce elemento portante e fondamentale della democrazia e non può essere oggetto di insidie volte a fiaccarne la piena autonomia e a ridurre il ruolo del giornalismo". Sono queste le parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha lanciato un monito al settore dell'editoria italiana. Lo ha fatto in un messaggio inviato all'amministratore delegato della Società Editrice Sud Spa, Pasquale Morgante, in occasione del rilancio "di due testate significative e cariche di storia come la Gazzetta del Sud e il Giornale di Sicilia" .

"Una stampa credibile -ha continuato ancora il presidente – sgombra da condizionamenti di poteri pubblici e privati, società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell'innovazione e dell'allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici attraverso i nuovi mezzi, è strumento importante a tutela della democrazia. Questa consapevolezza deve saper guidare l'azione delle istituzioni". E ancora: "L’intento del rilancio di due testate significative e cariche di storia – si legge – appare tanto più meritevole in un contesto, quello del Mezzogiorno, in cui la battaglia per l’affermazione dei valori costituzionali e della legalità è particolarmente meritoria. Si tratta di un impegno di valore culturale e sociale, la cui essenza trova riscontro nell’arricchimento del tessuto civile dei territori ai quali i due giornali si dirigono".

Il tema della libertà di informazione, dunque, torna al centro del dibattito politico. L'intervento di Mattarella arriva dopo quello del vicepremier Luigi Di Maio, che nei giorni scorsi aveva a detto di voler far entrare all'interno della legge di bilancio "il taglio dei contributi pubblici e stiamo approntando una lettera alle società partecipate di Stato per chiedere di smettere di pagare i giornali con investimenti pubblicitari". Anche Matteo Salvini aveva parlato poco fa della libertà di stampa definendola "qualcosa di molto soggettivo".